Parte il fuoco di fila elettorale al Comune di Messina. nel mirino il sindaco uscente, da poco dimessosi, ma anche il Commissario straordinario che lo ha sostituito. A sparare, ad alzo zero, sono due partiti del centrodestra, la Lega e Fratelli d’Italia. Un attacco che da un quadro della situazione messinese alla luce del fatto che proprio la Lega, all’inizio del mandato, era stata alleata del sindaco Basile, e la rottura fra i deluchiani e i leghisti è uno degli elementi che hanno portato Basile alla scelta di dimettersi da sindaco non avendo più la maggioranza in consiglio comunale (oltre al calcolo legato ai tempi delle elezioni ed all’utilità di evitare di votare insieme ad altre tornate).

L’attacco di Germanà ed Amata: “Ignorata la rottamazione”

“Le recenti dimissioni della Giunta Basile lasciano dietro di sé un’eredità amara per i cittadini di Messina. In un ultimo atto di pura gestione del potere, l’amministrazione uscente ha scelto di dare priorità assoluta alla blindatura delle poltrone, nominando gli amministratori unici delle società partecipate, ma ha colpevolmente ignorato l’approvazione del regolamento per la Rottamazione-quinquies 2026. È inaccettabile che una Giunta, prima di rassegnare le dimissioni, non abbia sentito il dovere istituzionale di licenziare un provvedimento di vitale importanza per l’economia delle famiglie messinesi. La Rottamazione-quinquies rappresenta un’ancora di salvezza che permetterebbe di regolarizzare i debiti relativi ai tributi locali (IMU, TARI, sanzioni amministrative) abbattendo interessi e sanzioni”.

L’attacco è firmato dal segretario regionale della Lega Nino Germanà e da Elvira Amata di Fratelli d’Italia che parlano di costi delle scrlte politiche fatti pagare ai messinesei.

Si sono preferite le nomine alla riscossione agevolata

“Si è preferito chiudere la partita delle nomine nelle partecipate piuttosto che aprire quella della riscossione agevolata. Mentre i cittadini aspettavano un segnale per poter risanare le proprie posizioni debitorie, la Giunta ha preferito dimettersi lasciando questa pratica chiusa in un cassetto.”
L’inerzia della Giunta è resa ancora più grave dalla severità del cronoprogramma nazionale. Per i tributi locali, infatti, l’adesione non è automatica ma richiede un regolamento comunale esplicito.
Senza questo atto, i messinesi perderanno la possibilità di presentare la domanda entro il termine tassativo del 30 aprile 2026. Una finestra che avrebbe garantito la sospensione immediata delle azioni esecutive (pignoramenti e fermi amministrativi) e l’accesso a un piano di rateizzazione agevolata fino a 54 rate bimestrali, con un risparmio netto che può superare il 30% del debito totale grazie all’abbattimento di sanzioni e interessi di mora”.

Senza regolamento i messinesi non potranno accedere alla sanatoria

“La mancata adozione del regolamento prima delle dimissioni mette ora a rischio l’accesso dei messinesi ai vantaggi della sanatoria. Senza l’adesione comunale, i contribuenti saranno costretti a pagare il debito per intero, restando cittadini di “serie B” rispetto a chi vive in comuni che hanno avuto amministrazioni più diligenti e meno concentrate sui rimpasti di potere.
“Le dimissioni non possono essere un alibi per l’inefficienza. Aver scelto di stabilizzare gli amministratori unici anziché stabilizzare i conti delle famiglie messinesi è l’ultimo atto di una politica lontana dai bisogni reali. Chiediamo ora al Commissario Straordinario un intervento d’urgenza per rimediare a questa grave omissione prima della scadenza del 30 aprile”.

Bloccare il bando per assunzioni nelle partecipate

Altra vicenda riguarda, invece, assunzioni nelle partecipate “La scelta della società partecipata Messina social city di pubblicare un bando per la formazione di una graduatoria di idonei per la stipula di contratti di lavoro subordinato a tempo determinato è da segnalare come un fatto grave poiché avviene durante una fase commissariale del Comune ed in campagna elettorale. La pubblicazione del bando appare non solo inopportuna sotto il profilo politico-istituzionale, ma fortemente censurabile sotto il profilo della legittimità amministrativa perché viola i criteri di imparzialità, trasparenza e parità di trattamento” attacca, invece, Amalia Centofanti, consigliere comunale uscente di Lega – Prima l’Italia.

“Particolarmente allarmante è la circostanza, che ritengo di estrema gravità, secondo cui tra i soggetti coinvolti nella predisposizione e/o nella futura valutazione delle graduatorie risulterebbe una figura oggi candidata al Consiglio comunale a sostegno dell’amministrazione uscente. Tale situazione integra quantomeno un evidente conflitto di interessi, in aperta violazione dei principi di terzietà e indipendenza dell’azione amministrativa, e appare idonea a inficiare radicalmente la legittimità dell’intero procedimento”.

Il commissario Mattei blocchi tutto

“Invito formalmente il Commissario straordinario Mattei dall’ulteriore prosecuzione della procedura – aggiunge Centofanti – e chiedo l’immediata sospensione in autotutela del bando. La città di Messina merita trasparenza, correttezza e rispetto delle regole, non operazioni opache condotte in momenti istituzionalmente fragili” conclude Centofanti.