Abbattuta la baraccopoli, l’area diventa un giardino urbano con tanto di percorso pedonale. Non solo case “civili” per gli abitanti delle baraccopoli ma anche rigenerazione urbana. Conclusi i lavori di rigenerazione urbana in via Macello Vecchio, a Messina, occupato fino al 2022 dalla baraccopoli. L’opera di risanamento, a cura della Struttura Commissariale, ha trasformato un’area fortemente degradata in una zona di grande valore storico tra viale Principe Umberto e la Soprintendenza ai Beni Culturali e ambientali, una delle zone panoramiche più belle di Messina.
Una volta simbolo di degrado
Laddove c’erano le baracche addossate alle storiche mura di Carlo V oggi, grazie ai lavori realizzati, c’è spazio per un percorso pedonale immerso in un insieme di “rain garden” che si conclude nell’anfiteatro davanti all’ex chiesa del Buon Pastore. L’importo per realizzare l’opera, dopo la perizia di variante, è stato di circa 1,8 milioni di euro. La via Macello Vecchio, così radicalmente trasformata, sarà intitolata a Caravaggio, come deliberato dal Consiglio comunale di Messina, che ha voluto evidenziare il legame tra il pittore e la città che influì profondamente nella sua carriera artistica.
Il modello di rigenerazione urbana
Il modello di rigenerazione urbana applicato dal sub commissario Santi Trovato nell’area può essere replicato in altre zone di risanamento dove non è prevista la riedificazione. Le demolizioni delle 15 baracche a ridosso delle mura rinascimentali e dell’Arco di Cristo sono iniziate nel 2022 e i lavori, su progetto RTI Secured Solution, Pan associati e studio d’ingegneria Angelo Loggia, sono stati affidati al Consorzio nazionale cooperative Ciro Menotti di Ravenna ed eseguiti dalle imprese Emma Lavori Coop di San Cataldo ed Ars Costruzioni di San Filippo del Mela.
Le case green
Intanto procede, in altra area, il cantiere per la costruzione di 60 alloggi green a Fondo Basile/De Pasquale che è entrato nella fase produttiva centrale che porterà in poche settimane alla definizione della sagoma degli edifici.
I lavori stanno procedendo nel rispetto del cronoprogramma, che prevede la consegna nel febbraio 2027. Un nuovo sopralluogo al cantiere si è tenuto nei giorni scorsi alla presenza del rup di Invitalia, architetto Massimo Baragli, del sub commissario al risanamento, Santi Trovato, degli ingegneri Carmelo Ridolfo e Gaetano Arrigo della Struttura commissariale, del direttore dei lavori Calogero Baldo e dei rappresentanti delle imprese Cosedil e Rubner Holzbau.






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