Colpo grosso al museo di Messina. Una banda di ladri, approfittando del clima di festa nella città dello Stretto dovuto anche alla tradizionale processione della Vara, è riuscita a introdursi all’interno delle sale espositive del Museo Accascina eludendo i sistemi di allarme e le protezioni di sicurezza e riuscendo a sottrarre quattro capolavori attribuiti al maestro Antonello da Messina.
I malviventi hanno agito con precisione, portando via tre tavole su cinque appartenenti al celebre Polittico di San Gregorio e la tavoletta bifronte con la Madonna e il Cristo in pietà, estratta e asportata direttamente dall’interno di una teca blindata.
Sul posto sono intervenute le forze di polizia insieme agli specialisti della Scientifica, che hanno avviato i rilievi tecnici per ricostruire la dinamica dell’effrazione e raccogliere elementi utili a identificare i responsabili.
Della vicenda sono stati informati tempestivamente tutti gli organi regionali competenti. Per consentire lo svolgimento dei sopralluoghi e tutelare l’area interessata dalle indagini, la Direzione ha comunicato che nella giornata di oggi il Museo rimarrà chiuso al pubblico.
Ritrovate in strada altre due tavole del Polittico
Erano sei le opere prese di mira dai ladri che ieri sera hanno messo a segno il colpo a Museo di Messina. Si tratta delle cinque tavole del celebre Polittico di San Gregorio e la tavoletta bifronte con la Madonna e il Cristo in pietà, estratta e asportata direttamente dall’interno di una teca blindata.
Ma in realtà due sono state già recuperate nella serata di ieri, perché i ladri forse impauriti o disturbati da qualcosa ne hanno abbandonate due del Polittico sul viale della Libertà, proprio sul muretto del Museo.
Ad accorgersi delle tavole sono stati dei passanti che hanno subito avvertito le forze dell’ordine. E in quel momento è scattato l’allarme.
I ladri – pare tre a volto coperto – sarebbero entrati da una porta secondaria. Sul posto sono intervenute le forze di polizia insieme agli specialisti della Scientifica, che hanno avviato i rilievi tecnici per ricostruire la dinamica dell’effrazione e raccogliere elementi utili a identificare i responsabili.
Il sindaco Basile: un fatto gravissimo e profondamente riprovevole
“Quello che è accaduto è un fatto gravissimo e profondamente riprovevole – dichiara il sindaco Federico Basile –. È ancora più doloroso constatare che un atto criminale di questa gravità sia stato compiuto proprio nell’ora in cui la Vara aveva appena concluso il suo percorso a piazza Duomo, al termine di una giornata che quest’anno la città ha vissuto nel segno del rispetto, della memoria e del dolore per le vittime del crollo di Pistunina, per le giovani vite perdute negli incidenti stradali che hanno segnato questo 2026 e, più in generale, per tutte le vittime e per chi ha perso la vita troppo presto. In una giornata così profondamente legata alla nostra identità e alla nostra comunità, un gesto del genere ferisce ancora di più la sensibilità di Messina e della sua gente”.
L’assessore alla Cultura: opere rubate di valore inestimabile
“I riflettori accesi ultimamente con l’acquisto di un’opera di Antonello per 15 milioni di euro sicuramente ha destato l’interesse di tantissimi ladri d’arte, inimmaginabile che una cosa del genere possa capitare a Messina, un colpo quasi da film come al Louvre». Lo ha detto l’assessore comunale alla Cultura di Messina Enzo Caruso. «Chiaramente ci vengono sottratte due delle opere più importanti che custodiamo nel nostro museo e soprattutto nella città di Antonello, una cosa del genere è una tragedia. Sono opere di valore inestimabile, già l’acquisto di un piccolo quadro è stato per 15 milioni di euro, immaginate il Podittico di S. Gregorio il valore che possa avere», ha rilevato. «La cosa che mi stupisce – ha aggiunto – è che non sono opere su tela che si possono avvolgere ma su tavola. È un furto studiato da professionisti e mi auguro che in tempi brevi si possa intercettarli».
La direttrice del museo: sconvolti, erano tra le opere più importanti
“Siamo sconvolti per quello che è accaduto, erano due delle opere più importanti e note di Antonello da Messina. Una grande perdita per il museo, per la città, la comunità e il mondo dell’arte». Lo ha detto la direttrice del museo regionale di Messina Marisa Mercurio. «Ci sono indagini in corso da parte delle forze dell’ordine e speriamo riescano ad arrestare i responsabili. Il furto è stato ieri intorno alle 21.50. Purtroppo sono riusciti ad eludere i sistemi d’allarme e tutti i sistemi di sicurezza”.
Elvira Amata: “Una ferita gravissima alla città e al patrimonio culturale siciliano”
“Il furto avvenuto al Museo regionale di Messina rappresenta un fatto di estrema gravità e una ferita profonda inferta al patrimonio culturale della nostra città e dell’intera Sicilia. Quanto accaduto suscita sconcerto e indignazione, soprattutto per il valore storico e identitario delle opere sottratte”. Lo dichiara l’on. Elvira Amata, assessore regionale al Turismo, Sport e Spettacolo.
“Da messinese avverto ancora più forte il peso di quanto è accaduto. Il Museo Accascina custodisce una parte fondamentale della storia e dell’identità di Messina e rappresenta uno dei luoghi culturali più importanti della città, oltre che un punto di riferimento significativo per la sua attrattività turistica.
Colpire un patrimonio di tale valore significa colpire Messina, la sua memoria e la sua immagine. Esprimo piena fiducia nel lavoro delle Forze dell’ordine e degli investigatori, con l’auspicio che le opere possano essere recuperate al più presto e che vengano individuati i responsabili di un gesto così grave.
In queste ore il pensiero va anche a quanti lavorano quotidianamente per custodire, valorizzare e rendere fruibile un patrimonio che appartiene a tutti noi”, conclude Elvira Amata.
Schifani: “Sfregio al patrimonio culturale universale. Allarme e videosorveglianza hanno funzionato, avviata ispezione interna”
“Il furto dei capolavori di Antonello da Messina custoditi al museo regionale “Accascina” è un atto criminale di eccezionale gravità e uno sfregio intollerabile al patrimonio culturale universale. Quelle opere non solo affondano le loro radici nella storia di Messina e della Sicilia ma rappresentano un patrimonio per l’Italia e per il mondo intero. La loro sottrazione è una ferita per tutti. La priorità assoluta, adesso, è ritrovarle al più presto e assicurare alla giustizia i responsabili”. Lo dichiara il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani.
“La Regione – aggiunge – sta già garantendo la massima collaborazione alla magistratura e alle forze dell’ordine, mettendo a disposizione ogni elemento utile per le indagini. Va chiarito che l’allarme e il sistema di videosorveglianza del museo hanno funzionato regolarmente. Le registrazioni video e gli altri dati acquisiti sono già al vaglio degli investigatori e potranno contribuire alla ricostruzione della dinamica e all’individuazione dei responsabili”.
“Parallelamente – prosegue Schifani – è già stata avviata un’ispezione interna per ricostruire ogni passaggio e accertare eventuali responsabilità riconducibili all’operato del personale addetto alla custodia. Si tratta di aspetti che dovranno essere verificati con assoluto rigore, pur nel rispetto delle garanzie del personale coinvolto. Non sarà tollerata alcuna zona d’ombra. Quei capolavori sono patrimonio di tutti e la Regione farà quanto è necessario perché tornino presto al loro posto”.





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