Sono stati trasferiti ad altri siti dei Beni cuturali i quattro custodi che erano di turno nel museo Accascina a Messina quando è avvenuto il furto delle opere di Antonello Da Messina, la sera del 15 agosto. I quattro, due impiegate regionali e due Asu, per ora sono in ferie ma non rientreranno a lavoro nel museo.
Nei loro confronti sarà aperto un procedimento disciplinare, che può portare al licenziamento, non appena il dipartimento per i Beni culturali della Regione siciliana riceverà la relazione della direttrice del museo, Marisa Mercurio.
Le indagini della polizia
Negli uffici della Questura di Messina si lavora freneticamente per tentare di imboccare la pista giusta nel caso del furto di opere di Antonello al museo Accascina.
Indagini non semplici anche se le modalità fanno pensare al lavoro compiuto da una banda non esperta in questo genere di azioni. Lo confermerebbe la precipitosa fuga dopo aver abbandonato due preziose tavole sul marciapiede. Proprio quei quadri dal valore inestimabile hanno richiamato l’attenzione di una famiglia che dopo aver parcheggiato l’auto, li ha notati sul marciapiede ed ha telefonato al 112 quindici minuti dopo il furto. A chiamare il marito della signora Elisabetta Bonfanti che ieri al nostro tg ci ha raccontato quegli incredibili minuti.
Una decina di minuti dopo arriveranno sul posto le prime Volanti della Polizia ma trascorreranno altri preziosi minuti prima che possano scattare le indagini. I poliziotti per almeno 20 minuti tentano di mettersi in contatto telefonicamente con i custodi del museo senza ricevere risposta. Finalmente dopo innumerevoli tentativi qualcuno risponde e la Polizia può entrare nel museo e scoprire il clamoroso furto.
Nessuno dei quattro custodi, due dipendenti regionali e due ex Asu, si erano accorti di nulla. Dal momento della fuga dei malviventi è trascorsa circa un’ora, un vantaggio incolmabile. Cosa sia accaduto, perché i custodi non abbiano sentito l’allarme, non abbiano notato nulla nelle sale del museo, non abbiano controllato le telecamere, non abbiano risposto alle telefonate della Polizia adesso è tutto al vaglio della Squadra Mobile diretta da Simone Scalzo.
Inchiesta interna del presidente Schifani
Il presidente della Regione Schifani ha avviato un’inchiesta interna e per il momento ha messo in ferie forzate i quattro custodi in attesa della relazione della direttrice del Museo Marisa Mercurio. Intanto ieri ha parlato il Procuratore capo Antonio D’Amato che sulla vicenda ha aperto un fascicolo contro ignoti per furto pluriaggravato:
“Ci stiamo chiedendo -ha detto- se su questo furto non ci sia anche l’opera della criminalità organizzata di tipo mafioso, storicamente interessata al furto delle opere d’arte”. Ma si lavora anche sulla individuazione di complicità interne al museo -ha detto- e sul ruolo degli addetti alla vigilanza. D’Amato si è detto certo che l’intervento repentino delle forze di polizia ha attivato una rete di controlli che potrebbe aver indotto gli autori del furto a non varcare il confine siciliano».






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