L’Associazione Nazionale Storici dell’Arte – AStArte interviene sul furto delle tre tavole superstiti del Polittico di San Gregorio e della Tavoletta bifronte di Antonello da Messina, denunciando criticità strutturali nel sistema di vigilanza dei musei regionali. “Non esprimiamo sconcerto – afferma la presidente Silvia Mazza – perché lo sconcerto presuppone un evento inatteso. E questo furto, pur gravissimo, non può essere considerato imprevedibile”.

La segnalazione dell’Associazione

Meno di due settimane fa l’Associazione aveva scritto formalmente alla Regione Siciliana, richiamando l’imprescindibilità della specializzazione nel settore dei beni culturali e segnalando l’assenza della figura dello storico dell’arte nella nuova Matrice professionale regionale. Gli storici dell’arte delle soprintendenze sono responsabili della tutela del patrimonio storico-artistico, mentre la vigilanza delle opere spetta al personale addetto alla sicurezza degli istituti culturali: figure che devono possedere competenze specifiche nel controllo, nella prevenzione e nella gestione delle emergenze. Tra le mansioni rientrano la sorveglianza delle sale, la protezione delle opere, il presidio degli accessi, la verifica dei comportamenti del pubblico e la gestione delle procedure in caso di allarme.

Una responsabilità rilevante, che richiede professionalità adeguate

In Sicilia, invece, la vigilanza dei musei e degli istituti culturali è affidata in larga parte ai dipendenti della Sas – Servizi ausiliari sicilia, società in house della Regione. Tra i servizi assegnati alla SAS rientra il “presidio non armato” presso uffici ed enti regionali, che comprende monitoraggio degli accessi, gestione delle aperture e chiusure, primo intervento in emergenza e attivazione dei sistemi di sicurezza. Il personale Sas opera anche in parchi archeologici, musei, biblioteche e gallerie d’arte. Una parte significativa proviene dal bacino degli Asu, lavoratori stabilizzati dopo anni di precarietà, ma non selezionati tramite procedure concorsuali specifiche per i beni culturali né formati secondo le competenze richieste dal ruolo.

A ciò si aggiunge la carenza numerica degli addetti, più volte segnalata dagli istituti. Solo pochi mesi fa il Dipartimento regionale dei beni culturali è intervenuto sulle turnazioni per fronteggiare le difficoltà di copertura del servizio. Il contratto collettivo regionale di lavoro stabilisce che la ripartizione del personale nei turni debba avvenire “sulla base delle professionalità necessarie”, ma questa condizione – sottolinea AStArte – non risulta garantita.

Parte del personale di custodia reclutata tra soggetti con precedenti penali

La situazione diventa ancora più delicata considerando che in alcuni musei regionali, dove sono custodite altre opere di Antonello da Messina, parte del personale di custodia è reclutata tra soggetti con precedenti penali, inseriti in programmi di recupero. Il tema non riguarda la condizione personale dei lavoratori, ma la coerenza tra il ruolo affidato e le competenze richieste: la sorveglianza di opere di straordinario valore storico e artistico necessita di personale selezionato, formato e qualificato. “Affidare la sicurezza delle opere d’arte senza una preparazione professionale specifica – conclude Mazza – significa esporre il patrimonio a una vulnerabilità che non può essere considerata accettabile”.