Saranno sgomberate con la forza 4 famiglie che si rifiutano di lasciare le baracche destinate alla demolizione nell’ambito del programma di recupero della città di Messina. Un intervento delle forze dell’ordine sarà programmato nelle prossime settimane a meno che non si giunga ad un accordo con gli occupanti che, fino ad ora, non è stato possibile.
La richiesta avanzata a Prefettura e forze dell’ordine
Il sub commissario Santi Trovato ha, dunque, richiesto ad ArisMe (L’Agenzia per il risanamento di Messina) ed al Comune di Messina l’avvio dello sgombero forzoso nei confronti di quattro nuclei familiari che, nonostante l’assegnazione di nuovi alloggi non hanno ancora lasciato le baracche, causando la sospensione delle demolizioni e ritardando le attività di risanamento.
Le condizioni dell’occupazione
Due dei tre nuclei familiari di via Gaetano Alessi (Largo Diogene) che hanno ricevuto le chiavi dei nuovi appartamenti, non hanno ancora lasciato le baracche, impedendo la prosecuzione delle demolizioni, mentre la baracca del terzo assegnatario è attualmente occupata da altre persone non aventi diritto.
Interrotte le operazioni di demolizione
La presenza delle persone all’interno delle baracche rende impossibile proseguire le opere di bonifica che prevedono, prima di tutto, le demolizioni dei manufatti
Il permanere delle quattro famiglie nelle aree, dunque, ha causato lo stop alle demolizioni, con grave pregiudizio per le operazioni di risanamento, ha reso necessario e urgente l’avvio delle procedure per lo sgombero forzoso. Pertanto il sub commissario, esercitando le prerogative ed i poteri di tutela delle proprietà pubbliche, come previsto dal dl n.44/2021 istitutivo della Struttura straordinaria di governo per il risanamento, ha disposto che ArisMe, avvalendosi del Comune di Messina, ponga in essere tempestivamente le azioni volte a garantire lo sgombero forzoso dei quattro immobili di Largo Diogene e via Appennini, per consentire l’immediata ripresa delle demolizioni. La nota commissariale è stata trasmessa anche alla prefetta Cosima Di Stani.






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