Il ministro dell’Ambiente frena il ponte sullo Stretto, chieste altre 239 integrazioni al progetto

Arriva uno stop al ponte sullo Stretto. Il ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica guidato da Gilberto Pichetto Fratin ha richiesto 239 integrazioni di documenti alla Società Stretto di Messina S.p.A, nell’ambito della valutazione del progetto del Ponte sullo Stretto. Per la Valutazione di impatto ambientale (Via) della grande opera, che il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini considera tra le fondamentali per rinnovare il Paese, sono state richieste 155 integrazioni.

Altre 66 integrazioni sono state richieste per la Valutazione di incidenza (Vinca), che verifica le conseguenze di un’opera sui siti Natura 2000, i siti protetti di interesse Ue. Per il Piano di utilizzo terre (Put) sono state richieste 16 integrazioni, per la Verifica di ottemperanza (Vo) sono infine due le richieste di integrazioni e di documenti supplementari.

Pichetto: “Normale richiesta”

“La richiesta di integrazione a un progetto di un’opera è normale nella prima parte della procedura di Valutazione di impatto ambientale (Via)”, ha comunque dichiarato il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Pichetto Fratin sulle osservazioni avanzate dalla Commissione tecnica Via al progetto del Ponte sullo Stretto di Messina.

Conte: “Il ministero conferma le gravi carenze”

“Dal ministero dell’Ambiente arriva un macigno sul progetto del Ponte sullo stretto, con più di 200 richieste di integrazione, che corrispondono a altrettante lacune. È la conferma di quanto avevamo preannunciato ieri a Messina, dove ho incontrato rappresentanti di associazioni e cittadini che si oppongono al progetto”. Lo scrive sui social il presidente del M5s, Giuseppe Conte. “Ho esposto la nostra posizione: il nostro non è un no ideologico. È il no di chi non può accettare che un Governo nazionale, di fronte alle gravi carenze infrastrutturali della Sicilia e della Calabria, risponda con uno slogan propagandistico, con un progetto vecchio, risalente al 2011/2012, pieno di falle sul piano ingegneristico, ambientale, trasportistico e finanziario. Presidente Meloni, ministro Salvini: basta con gli spot elettorali. Meno promesse e più serietà nell’affrontare i problemi veri dell’Italia”.

Barbagallo: “Procedure poco chiare”

“Il ponte sullo stretto è un’opera dispendiosa, non condivisa con le comunità locali su cui il governo ha messo in atto procedure poco chiare che gettano ombra anche sulle soluzioni tecniche proposte. Per non parlare delle numerose forzature sulle procedure d’impatto ambientale su cui oggi hanno acceso i riflettori anche i tecnici del ministero dell’ambiente. Il progetto è pieno di carenze e di vuoti su aspetti fondamentali per la sicurezza, sostenibilità e efficienza dell’infrastruttura: no a un nuovo ecomostro” così il capogruppo democratico nella commissione trasporti della camera e segretario regionale del Pd, Anthony Barbagallo.

De Luca: “Il bluff di Salvini è evidente”

“Come volevasi dimostrare, la pioggia di richieste di documenti integrativi sul Ponte di Messina arrivata dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica certifica le enormi carenze di un progetto vecchio, raffazzonato e per nulla definitivo. Il bluff di Salvini messo in piedi dal ministro per sostenere le proprie ambizioni elettorali comincia a venire allo scoperto. Altro che via entro l’estate, di questo passo i cantieri slitteranno alle calende greche.

Quest’opera oltre che inutile rischia di bruciare una valanga di soldi pubblici. Seguiremo passo passo tutte le tappe e chiederemo conto e ragione di ogni euro speso, segnalando eventuali danni erariali alla Corte dei Conti in una terra che non può permettersi di sprecare soldi. I siciliani sono già stati depredati di un miliardo e trecento milioni che dovevano servire per strade, autostrade, ospedali o per potenziare le reti idriche carenti che questa estate ci faranno soffrire la sete”. Lo afferma il capogruppo del M5S all’Ars Antonio De Luca.

Germanà: “No a strumentalizzazioni, richieste normali”

“La sinistra, pur di strumentalizzare, non perde occasione per commentare in modo inappropriato e, costantemente, contro gli interessi del Paese. Il Ponte sullo Stretto è la più grande opera ingegneristica del secolo e le richieste del Mase rientrano pienamente nella norma della procedura per la realizzazione di un imponente e ambizioso progetto. Nessuna criticità, quindi, al contrario di quello che dicono i soliti ‘perbenisti da salotto’, ma normali integrazioni. Basta con le sterili polemiche dei signori del No che non fanno il bene dell’Italia. Il Ponte sullo Stretto si realizzerà nei tempi previsti e permetterà alla Sicilia e a tutto il Meridione di diventare l’hub dell’Europa nel Mediterraneo”.

Così in una nota il senatore siciliano Nino Germanà, vicepresidente del Gruppo Lega e segretario in commissione Trasporti a Palazzo Madama.