Alex Zanardi è morto oggi, 2 maggio 2026. Lo ha annunciato la famiglia in mattinata. Aveva 59 anni. L’Italia perde l’atleta che più di ogni altro ha trasformato una catastrofe fisica in una carriera sportiva di rango mondiale, vincendo quattro medaglie d’oro ai Giochi paralimpici di Londra 2012 e Rio de Janeiro 2016 con la handbike. Dalla fine di giugno 2020, dopo un secondo incidente devastante sulle strade della provincia di Siena, Zanardi non aveva più fatto ritorno alla vita pubblica.
Nato a Bologna il 23 ottobre 1966, cresciuto a Castel Maggiore, Alessandro Leone Zanardi aveva iniziato con i kart a quattordici anni e aveva percorso tutta la scala delle monoposto fino alla Formula 1, dove aveva corso per Jordan, Minardi, Lotus e Williams tra il 1991 e il 1999. La consacrazione era arrivata negli Stati Uniti, nel campionato CART, dove aveva vinto due titoli consecutivi nel 1997 e nel 1998.
Il Lausitzring, 2001: il giorno che divise la sua vita in due
Il 15 settembre 2001, sul circuito tedesco del Lausitzring durante una gara CART, Zanardi perse il controllo della monoposto uscendo dai box. L’auto fu centrata da quella di Alex Tagliani, che sopraggiungeva ad alta velocità. L’impatto gli costò l’amputazione di entrambi gli arti inferiori. Sopravvisse dopo sedici operazioni e sette arresti cardiaci.
Quello che seguì non assomigliava alla fine di una storia, ma al suo secondo atto. Zanardi abbracciò il paraciclismo con la stessa determinazione con cui aveva guidato in pista. Nel 2003 tornò al Lausitzring per completare i tredici giri che aveva lasciato incompiuti il giorno dell’incidente, davanti a una folla commossa. Da quel momento, la traiettoria sportiva si fece ascendente e inarrestabile.
Parallela alla carriera atletica era cresciuta la dimensione civile. Zanardi aveva fondato Obiettivo3, il programma che offriva a sportivi con disabilità la possibilità di prepararsi per i Giochi Paralimpici. Non era una struttura formale solo sulla carta: la moglie Daniela Manni ne era rappresentante legale e la Federazione Ciclistica Italiana aveva fornito supporto tecnico-sportivo. Fino al 2025, la staffetta annuale in handbike che porta il nome del progetto continuava a svolgersi, con i partecipanti che pedalavano, come hanno detto, “per Alex, ma anche con Alex”.
La sua presenza nella cultura sportiva italiana era stata totale. Conduttore televisivo per Rai 3, testimonial della cerimonia di apertura dei Giochi Paralimpici invernali di Torino 2006, campione italiano del superturismo nel 2005 anche con le protesi: Zanardi non si era mai fermato a occupare un solo ruolo.
Pienza, giugno 2020: il secondo colpo
Il 19 giugno 2020, lungo la strada provinciale 146 tra Chiusi e San Quirico d’Orcia, in un tratto in discesa nel territorio di Pienza, Zanardi perse il controllo della sua handbike durante una tappa della staffetta benefica Obiettivo Tricolore. L’impatto con un camion che arrivava in direzione opposta fu violentissimo. Il casco volò via nell’urto. Un medico del 118 di Grosseto a bordo dell’elisoccorso, accorso in dieci minuti, descrisse in seguito le condizioni come critiche: il volto era devastato dalle fratture, la respirazione compromessa.
Zanardi fu trasportato d’urgenza al Policlinico Le Scotte di Siena, dove fu operato tre volte nei primi trenta giorni. Seguì un lungo calvario tra Villa Beretta a Costa Masnaga, il San Raffaele di Milano, centri di Padova e Vicenza. A dicembre 2021 era tornato a casa, a Noventa Padovana, dove aveva proseguito la riabilitazione seguito da fisiatri, logopedisti, neurologi e infermieri. La famiglia aveva chiesto e ottenuto discrezione totale. I segnali che filtravano erano minimi: la moglie aveva detto che comunicava con gesti e sguardi, che la mente era presente, che ogni piccolo passo era una vittoria.
Una vita che ha cambiato il modo di raccontare la disabilità
L’impatto di Zanardi sulla percezione pubblica della disabilità in Italia è stato misurabile. Generazioni di atleti paralimpici successivi hanno citato il suo nome come punto di riferimento. Ambra Sabatini, che perse una gamba nel 2019 travolta da un’auto durante un allenamento, ha ricordato come le parole di Zanardi dall’ospedale l’avessero tenuta in piedi: “Stai tranquilla, quando ritornerai, non avrai neppure il tempo per fare tutto quello che potrai”.






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