Le basi statunitensi di Aviano (Pordenone) e Sigonella (Siracusa) sono state portate al livello di allerta Nato Bravo+, un livello di sicurezza che corrisponde approssimativamente al Defcon 3 statunitense, cioè uno stato di vigilanza rafforzata con capacità di mobilitazione operativa entro circa 15 minuti.
La misura è entrata in vigore da sabato e riguarda due installazioni considerate particolarmente sensibili dal punto di vista militare. Nelle altre basi americane presenti sul territorio italiano, invece, la situazione resta diversa: Vicenza, Napoli e Livorno mantengono il livello minimo di allerta Charlie.
Cosa significa il livello Bravo+
Il livello Bravo+ indica una condizione di sicurezza superiore rispetto alla normale attività operativa.
Secondo quanto riferito all’agenzia Adnkronos da Roberto Frizzo, della Uiltucs Uil, che segue i lavoratori italiani impiegati nelle installazioni statunitensi, lo stato di allerta implica una vigilanza rafforzata ma non ha comportato cambiamenti immediati nella vita quotidiana delle basi.
Frizzo ha spiegato: “Queste sono tutte basi logistiche e al momento non ci sono particolari segnali che hanno modificato la vita quotidiana nelle basi, ed anche il livello dei controlli è sempre lo stesso. Nulla insomma che dia l’idea di una prossima escalation”.
Perché proprio Aviano e Sigonella
Le due basi coinvolte hanno un ruolo operativo diverso rispetto ad altre installazioni presenti in Italia.
Ad Aviano, nel Friuli Venezia Giulia, sono presenti caccia F15 e F16 e sono custodite testate nucleari statunitensi.
A Sigonella, in Sicilia, operano invece droni militari utilizzati per attività di sorveglianza e missioni operative.
Secondo Frizzo la differenza di allerta è legata proprio alla funzione militare delle due basi: “È del tutto naturale che siano basi più esposte dal punto di vista operativo in questi frangenti, con incombenze diverse e più gravose”.
Le preoccupazioni tra i lavoratori delle basi
Secondo il sindacato, tra i lavoratori italiani che operano nelle basi americane sta emergendo una certa preoccupazione.
Frizzo ha spiegato che, sebbene non vi siano cambiamenti concreti nelle attività quotidiane, alcuni dipendenti temono la possibilità di essere coinvolti più direttamente nelle operazioni militari.
“Speriamo tutti che questa guerra finisca nel più breve tempo possibile”, ha dichiarato il sindacalista, aggiungendo che “qualche pensiero e preoccupazione tra i lavoratori italiani comunque comincia ad emergere, nel caso dovessimo essere chiamati a supportare più da vicino le operazioni militari”.
Ha inoltre sottolineato una differenza importante: “Noi che lavoriamo nelle basi americane siamo abituati a operare anche in emergenza, come ad esempio quando ci sono le esercitazioni su vasta scala. Ma lo facciamo sempre in tempo di pace e mai in tempo di guerra. Che è ben altra cosa”.
L’interrogazione parlamentare sull’uso delle basi italiane
Parallelamente alla situazione operativa nelle basi, il tema è arrivato anche in Parlamento.
Alleanza Verdi e Sinistra (Avs) ha presentato un’interrogazione parlamentare, con primo firmatario Nicola Fratoianni, rivolta alla Presidente del Consiglio e al Ministro della Difesa.
Il gruppo chiede chiarimenti sull’eventuale utilizzo delle basi italiane da parte degli Stati Uniti per operazioni militari nell’area del Golfo e dell’Iran.
Nel testo si legge: “Vogliamo sapere dal governo se venga confermata la notizia riguardo all’utilizzo delle basi di Sigonella e Aviano in questi giorni da velivoli diretti per azioni nell’area del Golfo e dell’Iran. E se intendano, con urgenza, comunicare al Parlamento ogni determinazione del Governo in ordine all’autorizzazione e all’utilizzo delle basi militari presenti su territorio italiano e all’eventuale partecipazione diretta o indiretta dell’Italia a operazioni militari nell’area del Golfo”.
I voli militari segnalati dalle fonti di stampa
L’interrogazione parlamentare cita anche alcune informazioni diffuse da fonti giornalistiche su movimenti di velivoli militari.
Secondo queste ricostruzioni:
- il 28 febbraio un velivolo da pattugliamento aeronavale Boeing P8A Poseidon della Marina statunitense sarebbe decollato da Sigonella diretto verso il Mediterraneo orientale;
- il 3 marzo da Aviano sarebbe partito un Galaxy C5-M diretto verso la penisola del Golfo Medio Orientale.
Secondo le stesse fonti, uno dei velivoli avrebbe disattivato il sistema di tracciamento radar dopo aver sorvolato le coste egiziane, rendendo impossibile verificare con precisione la destinazione finale del volo.
Non è escluso, secondo la ricostruzione citata nell’interrogazione parlamentare, che il velivolo sia atterrato in Qatar.
FAQ
Cosa significa livello di allerta Bravo+ nelle basi Nato?
Indica una vigilanza rafforzata con capacità di mobilitazione operativa rapida, generalmente entro circa 15 minuti.
Quali basi USA in Italia sono state portate a questo livello?
Le basi di Aviano in Friuli Venezia Giulia e Sigonella in Sicilia.
Le altre basi americane in Italia sono allo stesso livello di allerta?
No. Vicenza, Napoli e Livorno restano al livello minimo Charlie.
Il Parlamento italiano sta discutendo l’uso delle basi?
Sì. È stata presentata un’interrogazione parlamentare per chiedere chiarimenti al governo sull’eventuale utilizzo delle basi per operazioni militari nel Golfo.






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