“Bassano, sei tu”? Il video della professoressa di una scuola superiore di Salerno in difficoltà, mentre legge l’appello in classe, è diventato virale, spopolando sui social e diventando tema di infiniti meme, con la docente protagonista e vittima dell’ironia del web. Adesso, parla lo studente sul cui cognome la professoressa si era bloccata, spiegando come quel video finito in rete e quali provvedimenti abbiano preso le autorità scolastiche nei confronti della classe.

Antonio Bassano, diciotto anni, studente all’ultimo anno di un liceo linguistico Regina Margherita di Salerno, è stato intervistato dalla redazione del sito ScuolaZoo. Il video è stato girato a marzo scorso; la professoressa stava svolgendo una supplenza. “E’ diventata una cosa scherzosa tra ragazzi, che si è trasformato in un problema dopo la diffusione sui social, che non è stata fatta da noi, ma da una persona che non posso nominare”. La professoressa lavora in quella scuola da molti anni, “Dovrebbe insegnare Diritto e Economia, ma ultimamente si dedica soltanto alle supplenze”. Bassano ha spiegato di aver incontrato la professoressa, dopo la viralità del video, alla presenza del dirigente scolastico. “Mi sono scusato, anche a nome della classe; fortunatamente, la professoressa ha capito che era soltanto una bravata tra ragazzi e ha deciso di non sporgere denuncia. La preside ha preso provvedimenti sia con noi che con la professoressa. Noi fino a gennaio dovremo fare assistenza a scuola a eventuali associazioni sociali. E’ la punizione che meritavamo. Se tornassi indietro, non lo rifarei.  Mia madre mi ha detto di evitare di fare video in classe, perché se il video gira diventa un problema”.

“Ho imparato a rispettare i problemi altrui e consiglio a tutti non usare il telefono in classe durante le lezioni, senza riprese, perché potrebbe portare problemi legali che, per un maturando, potrebbero essere problemi. La diffusione del video non ha creato una situazione facile. Io volevo impegnarmi per fare bene, studiare, poi è uscito questo video. Ora mi sento a disagio, quando un professore durante l’appello mi nomina. In una settimana sono passato da 900 follower a 40.000 (adesso sono ben 53.000). I ragazzi per strada mi chiedono fotografie, non so perché, in quanto quel che ho fatto non è motivo di vanto. Disagi ne hanno anche i miei genitori e la mia ragazza. Il mio messaggio ai ragazzi è pensate a studiare, perché è l’unica cosa che può portare frutti nella vostra vita”.