La Juventus cambia allenatore. Dopo settimane di risultati deludenti e prestazioni opache, la società bianconera ha deciso di interrompere il rapporto con Igor Tudor, sollevandolo ufficialmente dall’incarico di tecnico della prima squadra maschile. Una scelta arrivata dopo l’ennesima sconfitta, subita ieri sera all’Olimpico contro la Lazio per 1-0, e maturata in un contesto di crisi evidente: nessuna vittoria nelle ultime otto partite e zero gol segnati nelle ultime quattro.
Un trend negativo che ha fatto precipitare la squadra a 12 punti in classifica dopo otto giornate, ben lontano dalle aspettative di inizio stagione. L’ufficialità è arrivata nella giornata di oggi con un comunicato del club.
Fine dell’avventura per Tudor: “Si fanno solo passi avanti”
Fino a ieri, Tudor non sembrava intenzionato a fare un passo indietro. Alla domanda su eventuali dimissioni, aveva risposto con fermezza:
Nessun passo indietro, si fanno solo passi avanti. È un momento brutto, dobbiamo stare uniti, tutti insieme”.
Le parole del tecnico croato dopo il ko con la Lazio mostravano consapevolezza della situazione ma anche il desiderio di reagire: “C’è delusione. L’abbiamo preparata nel modo giusto, ma ci manca sempre qualcosa. Dietro c’è sempre lo sbaglio di qualcuno, davanti non si segna e allora si perdono le partite. Ci sentiamo malissimo, ma serve compattarsi. Tutti sono responsabili, è sempre così in questi momenti. Bisogna stare uniti, si gioca subito e con una vittoria si può ripartire”.
Sulla possibilità di esonero, Tudor aveva scelto la linea dell’indifferenza personale: “Io non penso a me stesso, non è tanto per dire. Vivo nel presente, non m’importa nulla del mio futuro. Mi interessa fare quello che posso”.
Ma le sue parole non sono bastate a salvargli la panchina.
Il comunicato ufficiale del club
Con una nota diffusa nel pomeriggio, la Juventus FC ha confermato l’esonero: “Juventus FC comunica di aver sollevato in data odierna Igor Tudor dall’incarico di allenatore della Prima Squadra maschile e con lui il suo staff composto da Ivan Javorcic, Tomislav Rogic e Riccardo Ragnacci”.
La società ha poi ringraziato l’allenatore per il lavoro svolto: “Il Club ringrazia Igor Tudor e tutto il suo staff per la professionalità e la dedizione dimostrate in questi mesi e augura loro il meglio per il futuro professionale”.
Brambilla in panchina contro l’Udinese
La Juventus ha già individuato una soluzione per l’immediato futuro. Sarà Massimo Brambilla, attuale tecnico della Juve Next Gen (Under 23), a sedersi sulla panchina della prima squadra nel prossimo impegno ufficiale, in programma mercoledì sera contro l’Udinese all’Allianz Stadium.
“La società comunica inoltre di aver affidato momentaneamente la guida della prima squadra maschile a Massimiliano Brambilla, che mercoledì sera siederà sulla panchina in occasione del match Juventus-Udinese”.
Una scelta interna, rapida, necessaria per tamponare l’emergenza in attesa di decisioni a più lungo termine.
In cerca di un nuovo allenatore: i nomi sul taccuino bianconero
Nel frattempo, la dirigenza juventina valuta con attenzione i possibili profili per rilanciare la squadra. In corsa ci sono Raffaele Palladino, ex giocatore bianconero e tra i tecnici emergenti più apprezzati, ma anche i nomi di Roberto Mancini e Luciano Spalletti, ex ct della Nazionale, restano attuali.
Thiago Motta, già accostato alla Juve in passato, è ancora sotto contratto ma continua ad essere sullo sfondo come possibile opzione in caso di un progetto a medio-lungo termine.
Un crollo difficile da spiegare: otto partite senza vittorie
Il ciclo Tudor si chiude dopo una serie di risultati che hanno lasciato i tifosi delusi e la società senza alternative. La mancanza di reti nelle ultime quattro gare, abbinata a prestazioni prive di mordente, ha reso evidente il bisogno di un cambio.
Il dato più allarmante è rappresentato dalla prolungata assenza di gol: un’anomalia per una squadra costruita con ambizioni europee, che ora si ritrova fuori dalla zona Champions e con una crisi d’identità evidente.
L’effetto Tudor, annunciato con entusiasmo, non ha mai davvero preso forma. Le idee tattiche non sono mai decollate e i numeri parlano chiaro. Dopo solo otto giornate, la Juventus ha deciso di voltare pagina, affidando il gruppo a nuove mani.






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