L’Italia si prepara a entrare nella prima vera fase estiva del 2026. Nei prossimi giorni il quadro meteorologico nazionale subirà una trasformazione netta: il tempo diventerà progressivamente più stabile, le precipitazioni tenderanno quasi ad azzerarsi e le temperature inizieranno una corsa verso valori ben superiori alle medie stagionali.

A innescare questo radicale cambio di scenario sarà il ritorno dell’Anticiclone Africano, una struttura atmosferica di origine subtropicale che nei prossimi giorni estenderà il proprio dominio verso il bacino del Mar Mediterraneo, imponendo condizioni di forte stabilità da Nord a Sud.

Secondo l’analisi diffusa da iLMeteo.it e dal meteorologo Mattia Gussoni, il primo cambio evidente arriverà già nel fine settimana, aprendo la strada a una fase duratura caratterizzata da sole diffuso e temperature in netto aumento.

Perché il tempo sta cambiando così rapidamente

Alla base di questa improvvisa accelerazione dell’estate c’è l’espansione progressiva di un robusto promontorio anticiclonico di matrice subtropicale.

In termini semplici, una vasta area di alta pressione inizierà a occupare il Mediterraneo centrale, comportandosi come una sorta di gigantesco scudo atmosferico capace di bloccare instabilità e perturbazioni.

Il risultato sarà immediato. Da Nord a Sud il tempo tenderà a stabilizzarsi e le precipitazioni verranno quasi completamente annullate su gran parte del territorio italiano.

Il caldo estremo arriva direttamente dal Sahara

La vera particolarità di questa configurazione non riguarda soltanto il sole o l’assenza di pioggia. A fare davvero la differenza sarà l’origine delle masse d’aria che stanno per raggiungere la penisola. Si attiverà infatti un corridoio atmosferico diretto tra l’Italia e le latitudini subtropicali del Nord Africa.

Le correnti in risalita interesseranno soprattutto le aree interne di:

  • Algeria;
  • Tunisia;
  • Libia.

L’aria in partenza da queste zone nasce sopra il deserto del Sahara con caratteristiche estremamente particolari. Si tratta di masse molto calde e originariamente estremamente secche. Durante la loro risalita verso il Mediterraneo inizierà però un processo di trasformazione. Attraversando la superficie marina, gli strati più bassi dell’aria inizieranno progressivamente a caricarsi di umidità. Ed è proprio questa combinazione a rendere la situazione particolarmente pesante.

Primo assaggio già nel weekend del 12 e 13 giugno

Gli effetti concreti di questa nuova configurazione atmosferica saranno evidenti già tra sabato 12 giugno e domenica 13 giugno. Le previsioni indicano una prevalenza quasi assoluta di sole sull’intero territorio nazionale. Sul fronte delle temperature i valori inizieranno immediatamente a salire.

Le massime previste saranno:

  • Nord: temperature comprese tra 28 e 35 gradi. Tra le città più calde viene segnalata Bologna, dove il caldo potrebbe farsi sentire in maniera particolarmente intensa;
  • Centro: valori compresi tra 30 e 32 gradi;
  • Sud e Isole Maggiori: temperature intorno ai 30 gradi.

La sensazione generale sarà quella di un’improvvisa accelerazione della stagione estiva.

La fase più critica arriverà dalla prossima settimana

Il vero picco di questa prima intensa ondata di calore non coinciderà però con il weekend. La fase più estrema inizierà a manifestarsi dalla metà della prossima settimana. Le pianure del Nord e una larga parte del Centro Sud vedranno una nuova impennata termica. I termometri potranno spingersi diffusamente oltre i 35 gradi. In alcune aree si registreranno valori ancora più elevati.

Secondo le stime più recenti:

  • a Firenze si potrebbero sfiorare i 40 gradi;
  • nelle aree interne della Sardegna le temperature potrebbero superare localmente i valori più estremi previsti altrove

Una situazione destinata a far percepire in maniera concreta la prima vera grande ondata di calore dell’estate.

Sulle coste il problema sarà l’afa

Se nelle zone interne il protagonista assoluto sarà il caldo intenso, lungo le aree costiere emergerà un altro fattore particolarmente fastidioso. L’umidità accumulata sopra il mare verrà progressivamente trasportata verso le aree costiere. Questo trasformerà il caldo secco in afa persistente.

Le condizioni climatiche potrebbero diventare particolarmente pesanti soprattutto nelle ore serali e notturne. L’assenza di ventilazione accentuerà ulteriormente il disagio bioclimatico, rendendo più difficile percepire sollievo anche dopo il tramonto. In sostanza, l’Italia si prepara a vivere il primo vero test climatico estremo di questa estate 2026.