Il governo lavora alla proroga del taglio delle accise sui carburanti, in scadenza il 7 aprile 2026, mentre i prezzi alla pompa tornano a salire. Il nodo è economico e immediato: benzina e diesel sono già su livelli elevati, con il diesel che supera i 2,07 euro al litro. La decisione in arrivo inciderà direttamente sui costi di mobilità per famiglie e imprese, in particolare nel Mezzogiorno.

Fonti di Palazzo Chigi confermano che la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è in contatto diretto con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti per definire la proroga del taglio e individuare le risorse necessarie. Il provvedimento era stato deliberato il 18 marzo e ora si avvicina alla scadenza.

I prezzi aggiornati: diesel sopra i 2 euro, benzina stabile ma in crescita

I dati ufficiali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, aggiornati al 1° aprile 2026, indicano un quadro preciso. Il prezzo medio nazionale in modalità self service è pari a:

  • 1,754 euro al litro per la benzina;
  • 2,076 euro al litro per il diesel.

Sulla rete autostradale i valori sono ancora più alti:

  • 1,821 euro al litro per la benzina;
  • 2,142 euro al litro per il diesel.

Le rilevazioni confermano un trend in crescita rispetto ai giorni precedenti, con aumenti già registrati tra il 30 e il 31 marzo.

Rincari alla pompa: cosa sta succedendo davvero

Le elaborazioni sui dati dell’Osservatorio Prezzi del Mimit, diffuse da Quotidiano Energia, mostrano come gli operatori abbiano ritoccato verso l’alto i listini.

Nel dettaglio:

  • Benzina self: 1,754 euro/litro (era 1,748);
  • Diesel self: 2,073 euro/litro (era 2,060).

Anche il servito registra aumenti:

  • Benzina: 1,890 euro/litro;
  • Diesel: 2,205 euro/litro.

Le differenze tra marchi restano significative, con oscillazioni che superano anche i 5 centesimi al litro. I distributori indipendenti (no logo) mantengono prezzi medi leggermente più bassi, ma comunque in crescita.

Per gli altri carburanti:

  • GPL tra 0,659 e 0,690 euro/litro;
  • Metano tra 1,525 e 1,650 euro/kg.

Quotazioni internazionali in calo, ma alla pompa i prezzi salgono

Un elemento chiave riguarda il disallineamento tra mercati internazionali e prezzi al consumo. Le quotazioni dei prodotti raffinati hanno chiuso in calo, in particolare per il diesel, e la tendenza prosegue anche nei primi giorni di aprile.

Nonostante questo, i prezzi alla pompa continuano a salire. Un segnale che indica dinamiche interne alla distribuzione e tempi di adeguamento non immediati rispetto ai mercati internazionali.

La partita delle accise: cosa cambia per i consumatori

Il taglio delle accise resta il punto centrale. Senza proroga, il rischio è un ulteriore aumento immediato dei prezzi alla pompa.

Il governo è chiamato a trovare coperture finanziarie in tempi rapidi. La scelta non è tecnica ma politica: mantenere il taglio significa contenere i costi per cittadini e imprese, eliminarlo comporterebbe un aumento diretto dei prezzi.

Impatto reale: trasporti, imprese e costo della vita

L’aumento dei carburanti si riflette a catena su tutta l’economia reale:

  • trasporti più costosi;
  • aumento dei prezzi dei beni;
  • maggiore pressione su imprese e logistica.

Il diesel sopra i 2 euro rappresenta una soglia critica, soprattutto per il trasporto merci. In Sicilia, dove la dipendenza dal trasporto su gomma è elevata, l’effetto è immediato.