«È fondamentale seguire le raccomandazioni suggerite dalle autorità sanitarie e non creare allarmismi». Così Claudio Mastroianni, vicepresidente della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (Simit), a proposito del coronavirus che sta allertando il mondo intero, il cui focolaio si è sviluppato in Cina ma già si segnalano casi di contagio, confermati o sospetti, in altri Paesi, tra cui Stati Uniti d’America, Australia, Thailandia e Hong Kong.

Mastroianni, comunque, ha annunciato che è pronta l’unità di crisi e che il Simit si è messo a disposizione del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità: «La conoscenza del virus, la prevenzione e il monitoraggio delle infezioni con la sorveglianza dei contatti sono misure cruciali per evitare la diffusione», ha aggiunto.

Inoltre, si è appreso che sono stati allertati i medici di famiglia, soprattutto quelli delle grandi città italiane dove si trovano gli aeroporti internazionali, così da attrezzarsi er affrontare l’eventualità che il coronavirus possa varcare anche le frontiere italiane. In relazione a ciò, sono stati trasferiti ai medici di base della Federazione Nazionale dei Medici di Famiglia (Fimmg), le informazioni sulla situazione, la descrizione dei sintomi e i percorsi epidemiologici. E ancora un alert è stato inviato ai camici bianchi territoriali a Milano e Roma.

Sul fronte del virus, in Cina le autorità locali hanno esortato la popolazione a limitare o a sospendere i viaggi per e da Wuhan, la città da dove si è diffuso il coronavirus che ha provocato la morte di 9 persone e il contagio di 440. Ai quasi nove milioni di abitanti della città è stato anche consigliato di evitare le folle e limitare al massimo gli eventi pubblici. Il virus è, infatti, partito da un mercato del pesce che «ha effettuato transazioni illegali di animali selvatici», come spiegato da Bin Li, numero due della National Health Commission cinese.