In Cina è stato registrato oggi il primo decesso causato dal coronavirus in un’area al di fuore di Wuhan, la città – focolaio del contagio. Sempre in Cina, poi, salgono a cinque le città poste in quarantena dal governo di Pechino: oltre a Wuhan, ora il provvedimento riguarda anche Xiantao, Ezhou, Huanggang e Chibi. In queste città sono stati sospesi i trasporti pubblici e chiusi i mercati con gli animali vivi, le aree da gioco per bambini e i luoghi di divertimento.

Per quanto concerne l’Italia, il ministro della Salute, Roberto Speranza, a margine di un convegno a Trieste, a proposito delle azioni italiane per arginare la diffusione del coronavirus, ha affermato: «Faremo tutto ciò che è necessario come d’altronde abbiamo già iniziato a fare. Il nostro Paese è stato il primo ad adottare questa metodologia dello scanner che riconosce la temperatura delle persone all’ingresso. Da due giorni c’è una task force impegnata e i controlli negli aeroporti sono costanti e serrati. Continueremo a fare tutto ciò che è necessario perché questo fenomeno venga posto sottocontrollo».

Gianni Rezza, capo dipartimento dell’epidemiologia dell’Istituto Superiore di Sanità, ha affermato, sulla stessa scia del ministro, che «in attesa di raccomandazioni più precise da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, il nostro Paese ha già messo in atto iniziative di prevenzione e controllo sui passeggeri in arrivo dalle zone colpite. Sebbene la situazione non sia tale da generare un allarme generale, è tuttavia il caso di essere particolarmente prudenti e seguire l’evoluzione dei focolai con particolare attenzione. A tal fine contiamo di fornire il nostro contributo anche informando la popolazione con obiettività scientifica, poiché la corretta informazione è parte di una appropriata strategia di prevenzione».

«Questo virus – ha spiegato Rezza – che avrebbe fatto un salto di specie dall’animale all’uomo, si trasmette ora da persona a persona per contatto ravvicinato. Informazioni sulla sua contagiosità, sulla diffusione del focolaio iniziale e sulla gravità clinica non sono ancora definitive e vengono continuamente aggiornate. Il virus, comunque, sembra causare soprattutto polmoniti, ma non è noto quale sia la proporzione di casi più lievi. Singoli pazienti infetti provenienti da Wuhan sono stati prontamente identificati e sottoposti a isolamento in diverse città asiatiche e negli USA. Nel frattempo, la Cina ha deciso misure restrittive sui viaggi nazionali e internazionali per circoscrivere il focolaio epidemico».

Al momento, l’epidemia è stata rivelata, oltre che in Cina, anche in Giappone, Hong Kong, Macao, Corea del Sud, Taiwan, Thailandia, Singapore, Vietnam e Stati Uniti. Mentre, tre casi sospetti sono stati rivelati in Messico e uno in Russia.