«Passata l’emergenza coronavirus, bisognerà sicuramente pensare a un piano per il reinserimento sociale delle penne lisce». Lo scrive, a mo’ di battuta, lo psicologo Paolo Moderato su Twitter.

E torto non ne ha visto quanto successo dopo che, sempre su Twitter, diodeglizilla ha condiviso una foto che è diventata uno dei simboli ironici dell’epidemia in Italia. Sì, perché parallelamente all’informazione seria e puntuale sul coronavirus, c’è anche la proverbiale carica di contenuti divertenti che hanno il non trascurabile compito di smorzare un po’ la tensione sociale:

«Continuo a guardare questa foto fatta prima al supermercato e penso al fatto che il grande sconfitto da questo virus sono le penne lisce che agli italiani fanno cagare pure quando sono presi dal panico e si preparano all’apocalisse», ha scritto diodeglizilla che ha persino cambiata la didascalia del suo profilo: «Se mi invitate a cena: solo penne lisce». Tra l’altro, è ben visibile anche la marca del pacco di pasta in questione, una delle più famose d’Italia. Pubblicità negativa o positiva? Beh, più la seconda che la prima perché siamo certi che ci sarà stato un incremento apotropaico della vendita delle penne lisce.

Ovviamente tanti e dissacranti i commenti su Twitter. Eccone due su tutti: «Ma cosa hanno le persone contro la pasta liscia, scusate è su un livello superiore» (alessandro vedrà i mcr); «Dichiaro le farfalle il formato di pasta più odiato, perfino dalla gente che svuota i supemercati nel panico. Seconde, le penne lisce. Ecco, le penne lisce esattamente a cosa servono? Esiste un modo logico di cucinarle? O sono un incidente storico?» (Suzukimaruti).

Comunque, non è dato sapere il motivo per cui le penne lisce sono state evitate dagli assalitori dei supermercati in modalità ‘guerra nucleare’ (sì, perché solo in quel caso sarebbe giustificabile una corsa agli alimenti, visto che di certo non stiamo vivendo un momento di carestia). Forse perché non trattengono bene il sugo? Voi che dite?