La Gazzetta del Mezzogiorno riporta oggi, mercoledì 22 marzo, che Michele Misseri, il contadino di Avetrana condannato definitivamente a 8 anni di reclusione per la soppressione del cadavere della nipote Sarah Scazzi, ha ottenuto uno sconto di 41 giorni di pena grazie al decreto “svuota carceri”.
Detenuto nel carcere di Lecce, Misseri è stato giudicato idoneo per usufruire del decreto, presentato dal suo avvocato Luca La Tanza e accettato dal magistrato di sorveglianza di Lecce Stefano Sernia il 22 febbraio scorso. La decisione è stata presa sulla base delle precarie condizioni di vivibilità nella cella di Misseri, che ha meno di 3 metri quadrati e non dispone né di una doccia né di acqua calda.
L’uomo finirà di scontare la sua pena nella primavera del 2024. Sua figlia Sabrina Misseri e sua moglie Cosima Serrano stanno attualmente scontando l’ergastolo per l’omicidio della 15enne, avvenuto il 26 agosto 2010.
Il delitto di Avetrana
Il delitto di Avetrana è uno dei casi di cronaca nera più noti in Italia. Nel 2010, Sarah Scazzi, una ragazza quindicenne residente ad Avetrana, in Puglia, scomparve il 26 agosto e il suo corpo venne trovato il 6 settembre dello stesso anno in un pozzo nei pressi della sua abitazione. Le indagini della polizia portarono all’arresto di sua cugina, Cosima Serrano, e sua figlia, Sabrina Misseri, entrambe coinvolte nell’omicidio della ragazza.
In particolare, Sabrina Misseri confessò di avere ucciso la cugina accidentalmente durante una lite, mentre la madre Cosima Serrano ammise di aver occultato il cadavere insieme al marito, Michele Misseri, padre di Sabrina e zio di Sarah. In seguito, tuttavia, Michele Misseri confessò di avere soffocato la nipote durante un rapporto sessuale.
Il caso suscitò grande scalpore in Italia e portò alla condanna di Cosima Serrano e Sabrina Misseri all’ergastolo. La vicenda è stata al centro di un acceso dibattito sulla violenza contro le donne e la giustizia penale in Italia.






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