Sono arrivati nella notte all’Avana due medici del Policlinico Agostino Gemelli di Roma. Dovranno valutare le condizioni di Alessandro Di Battista, ricoverato da sabato all’ospedale Hermanos Ameijeiras.

Nelle stesse ore è giunta a Cuba anche la compagna dell’ex deputato del Movimento 5 Stelle, Sahra Lahouasnia.

Fino a questo momento Di Battista, 48 anni, è stato considerato “non trasferibile“. La valutazione dei medici italiani serve a stabilire quando il rientro sarà possibile.

I due medici del Gemelli e chi li ha chiamati

L’equipe romana è atterrata nella notte nella capitale cubana.

Sono due sanitari del Policlinico Agostino Gemelli. Sono arrivati per fornire assistenza all’ex parlamentare e per esprimere una valutazione sulle sue condizioni.

A contattare il policlinico romano, a quanto si apprende, sarebbe stata la famiglia di Di Battista.

Il loro compito è duplice. Affiancare i colleghi cubani nell’assistenza e stabilire se e quando il paziente possa affrontare un trasferimento.

Che cosa significa “non trasferibile”

La formula usata finora dai sanitari è quella che tiene ferma l’intera vicenda.

Un paziente viene considerato non trasferibile quando le sue condizioni cliniche rendono il viaggio più rischioso della permanenza in ospedale. È una valutazione medica, non organizzativa. Non dipende dalla disponibilità di un mezzo ma dallo stato della persona.

È la ragione per cui l’aereo sanitario reso disponibile dal governo non è partito. Il presupposto di qualunque trasporto resta il via libera dei medici.

La valutazione dell’equipe romana serve esattamente a questo: stabilire se quella condizione sia cambiata.

Da Santa Clara all’Avana

La cronologia del ricovero si sviluppa su due tappe.

Prima del malore Di Battista avrebbe accusato un forte mal di testa. Una delle ricostruzioni parla di un dolore persistente.

Venerdì scorso è stato ricoverato a Santa Clara. Circa ventiquattro ore dopo è stato trasferito in ambulanza all’ospedale Hermanos Ameijeiras dell’Avana, per esami di maggiore dettaglio. Fra questi una Tac con contrasto.

Secondo fonti informate, prima del trasporto verso la capitale l’ex parlamentare ha parlato con il personale sanitario. Avrebbe, inoltre, ripreso conoscenza.

I messaggi sui social

Nella giornata di domenica Di Battista si è fatto sentire pubblicamente.

Il primo messaggio è servito anche a rassicurare sulle proprie condizioni: “Ce la metterò tutta per tornare presto“.

In mattinata aveva commentato un post del pizzaiolo napoletano Gino Sorbillo. Ne aveva ricevuto un invito a Napoli e aveva sottolineato la volontà di vederlo presto.

La telefonata con Tajani

Nelle scorse ore l’ex parlamentare ha parlato al telefono con il ministro degli Esteri Antonio Tajani.

Il ministro lo ha trovato “combattivo nel tono”.

Nel corso della conversazione Tajani gli ha garantito che il governo farà tutto il necessario. Come avviene per ogni cittadino italiano in situazioni analoghe.

È la seconda comunicazione della Farnesina sulla vicenda, dopo il messaggio diffuso nelle ore immediatamente successive al ricovero.

La formula usata dal ministro colloca il caso dentro l’assistenza consolare ordinaria, la stessa prevista per qualunque cittadino italiano in difficoltà all’estero.

Il reportage interrotto

Di Battista si trovava a Cuba per lavoro.

Stava realizzando un reportage sulle condizioni dell’isola per il Fatto Quotidiano e per TvLoft, nell’ambito del progetto “La polvere del mondo“.

È il format con cui l’ex deputato, oggi giornalista e scrittore, documenta situazioni internazionali.

Il malore lo ha colto durante quel lavoro, a Santa Clara, prima del trasferimento nella capitale.