A Fermignano, in provincia di Pesaro Urbino, un uomo, un bidello di 33 anni, è stato arrestato dopo un violento attacco contro Matteo Bastianelli, il direttore di un supermercato Conad. L’aggressore è ora accusato di tentato omicidio.
Il fatto
L’aggressione è avvenuta intorno alle 6:40 del mattino quando Matteo Bastianelli stava attraversando la strada per raggiungere il suo posto di lavoro. In un attimo, un’auto scura si è avvicinata a grande velocità, mettendo in pericolo la sua vita. Fortunatamente, Bastianelli è riuscito a evitare l’impatto, spostandosi rapidamente.
Però, il comportamento dell’automobilista è andato ben oltre la normale incoscienza stradale. Infatti, dopo aver rischiato di investire deliberatamente la vittima, l’aggressore è tornato indietro per colpire Bastianelli con un martello. Nonostante le ferite subite, la vittima è riuscita a nascondersi dietro un guard rail.
L’intervento di un addetto di Marche Multiservizi
L’aggressione è giunta al termine grazie all’intervento tempestivo di un addetto di Marche Multiservizi. L’aggressore è fuggito ma non prima di avere abbandonato il martello utilizzato nell’attacco. Fortunatamente, qualcuno è riuscito a prendere traccia del numero di targa dell’auto. Così le autorità hanno rintracciato il veicolo nei pressi di una casa del 33enne e lì lo hanno arrestato.
Il soccorso
Bastianelli è stato immediatamente soccorso e trasportato all’ospedale di Urbino, dove le sue ferite sono state curate ed è stato dimesso nel pomeriggio del giorno stesso dell’aggressione.
Il racconto
Matteo Bastianielli ha raccontato al Resto del Carlino: “Mai visto una furia cieca, gratuita, come questa. Se ho pensato di morire? Sì, se mi prendeva bene in testa morivo. Stavo attraversando la strada a piedi, per andare al Conad, abito a 600 metri. Una macchina velocissima ha svoltato e mi è sfrecciata a fianco. Ho alzato il braccio destro, per dire di andare più piano… Ma in realtà non ho detto nulla, nel senso che non ho parlato. Lui frena di colpo…”.
E ancora: “Ho visto la macchina che mi veniva addosso, mi ha investito, ho messo le mani sul cofano poi mi sono ritrovato col bacino sotto la macchina. Mi sono tirato fuori, sono andato verso il marciapiede, per fuggire. A quel punto lui è uscito dall’auto con un martello in mano e ha cominciato a colpirmi a martellate sulla schiena, ho cercato di ripararmi il volto e il capo. Due anni fa ho avuto una emorragia cerebrale, ero terrorizzato per la mia testa”.
Infine, “un netturbino mi ha accompagnato al Conad e da lì hanno chiamato i soccorsi. Ero insanguinato, piangevo, la gente che mi vedeva pensava a un incidente. Ho telefonato a mia moglie piangendo”.






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