Diciannove anni dopo l’omicidio di Chiara Poggi, il caso Garlasco è da mesi al centro dell’agenda giudiziaria. In vista c’è un appuntamento che potrebbe cambiare tutto. Oggi, 24 aprile, il procuratore di Pavia Fabio Napoleone è atteso a Milano per un vertice con la procuratrice generale Francesca Nanni: sul tavolo, la chiusura della nuova inchiesta aperta all’inizio del 2025 che vede Andrea Sempio come unico indagato per l’omicidio avvenuto il 13 agosto 2007 nella villetta di famiglia a Garlasco, in provincia di Pavia.
Non si tratta di un incontro ordinario. La Procura di Pavia ha chiesto nei giorni scorsi un confronto urgente con la Procura Generale: due le questioni sul tavolo secondo le ricostruzioni circolate fino a ieri sera. La prima è l’imminente notifica di chiusura delle indagini a Sempio, passaggio tecnico che precede una eventuale richiesta di rinvio a giudizio. La seconda, più pesante nei suoi effetti sul piano giuridico, riguarda la possibile revisione della condanna definitiva di Alberto Stasi, l’ex fidanzato di Chiara Poggi condannato a 16 anni di carcere con sentenza della Corte di Cassazione del 2017.
Cosa dice la nuova ricostruzione investigativa
Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, i magistrati e i carabinieri del Nucleo Investigativo di Milano non avrebbero individuato elementi che collochino Stasi sulla scena del delitto. Al contrario, sarebbero emersi dati “in contrasto” con quanto stabilito nelle sentenze di condanna, una formulazione che, nella sua cautela, equivale a una messa in discussione dell’impianto accusatorio originario.
Il quadro tracciato dagli inquirenti indicherebbe in Sempio, all’epoca diciannovenne e amico del fratello di Chiara, il presunto autore materiale dell’omicidio. Gli accertamenti svolti nel corso del 2025 hanno riguardato il DNA ritrovato sotto le unghie della vittima, le impronte rilevate nella villetta e gli oggetti sequestrati nel 2007 ma mai sottoposti ad analisi complete. Il tutto nell’ambito di un incidente probatorio disposto dalla gip di Pavia Daniela Garlaschelli, nel quale il consulente di Sempio, l’ex comandante dei RIS Luciano Garofano, ha confermato la buona conservazione dei reperti.
L’ostacolo principale resta di natura processuale: la sentenza definitiva contro Stasi, che per la Corte di Cassazione è l’unico autore del delitto, rende impossibile escluderlo dalla scena del crimine senza attivare il meccanismo della revisione. Su questo punto si dovrà esprimere la Procura Generale di Milano, mentre la decisione finale spetterà alla Corte d’Appello di Brescia.
L’esposto con gli audio depositato il 23 aprile
Mentre si attende l’esito del vertice, si registra un colpo di scena procedurale. Lo studio legale romano Gasperini Fabrizi ha comunicato ieri, 23 aprile, di aver formalmente depositato alla Procura Generale di Milano file audio contenenti elementi ritenuti rilevanti per la nuova inchiesta. Si tratterebbe delle registrazioni di cui aveva già parlato in televisione la criminologa Roberta Bruzzone, riferendo di presunte pressioni e interferenze volte a orientare l’indagine pavese verso più soggetti – tra cui lo stesso Sempio – o a depotenziarne la traiettoria accusatoria.
Il comunicato dello studio legale precisa che il deposito è stato “accompagnato da una articolata ricostruzione finalizzata a contestualizzare il significato dei suddetti materiali e a definirne la possibile rilevanza”. La Procura Generale, in linea teorica, ha poteri di avocazione delle indagini, ma questi vengono esercitati di norma solo in caso di inerzia investigativa da parte delle procure ordinarie. Se invece dagli audio emergessero ipotesi di reato, il materiale andrebbe trasmesso alla procura territorialmente competente.
I possibili scenari nelle prossime settimane
La chiusura delle indagini, attesa nelle prossime settimane, comporterà la notifica formale alle parti: un atto che renderà finalmente pubblico il fascicolo investigativo costruito dalla Procura di Pavia nel corso del 2025. Secondo le ricostruzioni dei principali quotidiani nazionali, la mossa successiva dovrebbe essere la richiesta di rinvio a giudizio per Andrea Sempio.
Ma il nodo più delicato rimane quello che riguarda Alberto Stasi. Se la revisione venisse avviata su richiesta degli stessi pm pavesi – e non soltanto della difesa – si tratterebbe di un passaggio senza precedenti nella storia giudiziaria del caso. La Cassazione ha già stabilito che il delitto ha un solo autore: tutto ruota attorno a chi, alla fine, i giudici riterranno che sia stato quel singolo responsabile.
Di certo, al momento, nessun atto formale è stato depositato. L’incontro di oggi tra Napoleone e Nanni servirà anche a stabilire i tempi e le modalità di questo percorso, che potrebbe riscrivere una delle pagine più tormentate della cronaca giudiziaria italiana degli ultimi vent’anni.






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