Il giornalista Saverio Lodato ad Atlantide, il programma condotto da Andrea Purgatori su La7, ha raccontato i particolari di un colloquio privato avuto con il giudice Giovanni Falcone che gli fece il nome di Bruno Contrada come ‘traditore’ tra le forze dello Stato.

«Gli chiesi chi fossero le ‘menti intelligentissime e raffinatissime’ che guidavano la mafia e a cui lui aveva fatto riferimento dopo il fallito attentato dell’Addaura. Fui molto insistente. Il nome era quello del Dott. Bruno Contrada. Ma mi diffidò dallo scriverlo pena più nessun rapporto», ha detto Lodato.

E ancora: “Di fronte ad uno stato d’animo, di fronte a un uomo che era consapevole di un conto alla rovescia per lui io lo incalzai su quel nome e quei nomi visto che lui parlava al plurale […] lui vedeva una mano di pezzi dello stato e delle istituzioni, lui già non credeva più da tempo che la mafia avesse decapitato un classe dirigente da sola senza che lo stato italiano fosse in gradi di opporsi»

Il giornalista 69enne ha anche raccontato che «Falcone aveva capito che si trovava in un gioco più ampio, quella che successivamente sarebbe emersa come trattativa Stato-Mafia», aggiungendo che «oggi, 28 anni dopo, sollecito l’apertura degli archivi italiani e americani sulla trattativa Stato-Mafia, per onorare la memoria di Falcone, e per questo ho raccontato questo fatto che Falcone mi disse bonariamente».