Di tutti i festival e le manifestazioni religiose particolari, quello che si svolge in India, nel tempio Devidhura nel distretto di Champawat di Uttarakhand è, probabilmente, uno dei più strani e, certamente, tra i più pericolosi per chi partecipa.

E’ il Bagwal, un festival in cui viene versato sangue per compiacere Barahi Devi, la divinità a cui è dedicato, e che ogni anno porta qui migliaia di devoti. La gente del posto crede che la dea sia compiaciuta solo dopo che sia stato versato del sangue, durante la cerimonia, in sostituzione dell’antico sacrificio umano previsto dal rituale. Per fortuna, però, il rito mortale è stato sostituito con una battaglia con un lancio di pietre. Qualcosa che assomiglia al lancio di arance del Carnevale di Ivrea, ma decisamente più cruento.

Giovedì scorso 15 agosto, il lancio di pietre è durato per 10 minuti, lasciando circa 100 feriti, secondo quanto ha detto il capo sacerdote del tempio.

“Ai vecchi tempi, il sacrificio umano veniva fatto ogni anno in occasione delle cerimonie per compiacere la dea”, ha spiegato il religioso. Divinità sanguinaria, ma pietosa. Infatti, “Secondo la leggenda, una vecchia, che doveva sacrificare il suo unico nipote, supplicò la dea di risparmiarlo”, ha aggiunto. “Le sue preghiere furono accettate dalla dea, che è apparsa nei sogni dei suoi devoti e ha chiesto loro di sfidarsi al Bagwal ferendosi a vicenda con pietre e versando il sangue sul terreno; questo sarebbe stato considerato uguale a un sacrificio umano”. Bastava chiedere, insomma.

Secondo la tradizione, quattro signori feudali locali – Chamyal, Gaharwal, Olgiya e Lamgaria – si divisero in due gruppi che si lanciarono pietre l’uno contro l’altro; la tradizione prosegue anche oggi, coi fedeli che si dividono in due schieramenti che si danno battaglia a sassate, finché i religiosi lanciano il segnale che pone fine alla “battaglia” rituale. Nonostante la protezione di grossi scudi tondi in legno e i vistosi turbanti sulla testa delle persone, quando le pietre colpiscono il bersaglio, aprono grosse ferite che sono poi curate in tendoni ospedali, ai margini della zona del tempio.


Sarebbe, comunque, un festival “illegale”, proprio per la sua pericolosità. Ma, nonostante ci sia un divieto elevato da parte delle autorità per l’uso delle pietre durante il festival, i devoti riescono a intrufolarsi con le pietre.

Non solo, ma secondo il magistrato distrettuale, al festival hanno assistito migliaia di persone, tra cui l’ex primo ministro Bhagat Singh Koshiyari e l’ex presidente dell’assemblea statale Govind Singh Kunjwal.