A Seattle, tra le installazioni che preparano la città al Mondiale che inizia l’11 giugno, è comparso il tricolore italiano, accompagnato dalla scritta “Benvenuti“. Il dettaglio, segnalato da Sport Mediaset, evidenzia subito l’incongruenza rispetto al posizionamento degli altri pannelli, dove la presenza delle 48 nazionali qualificate segue un ordine preciso. La bandiera italiana, in quel posto, non dovrebbe esserci. Eppure c’è. E in questo momento, a ventotto giorni dall’inizio del torneo, quell’immagine vale qualcosa di più di un semplice errore grafico.
Nel frattempo, i bookmaker hanno già aggiornato i loro calcoli. Nelle settimane successive all’eliminazione dell’Italia contro la Bosnia, il ripescaggio azzurro era quotato a 50,00. Oggi, secondo quanto riportato da Agipronews, Sisal e Snai hanno portato la quota a 5,00: un movimento che, nel linguaggio degli operatori di scommesse, segnala un cambio di percezione del rischio molto significativo. Non è una certezza, ma neanche un miraggio.
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Zampolli torna a parlare: incontro con Infantino a Miami
Ieri, 27 aprile, a “La Politica nel Pallone” su Gr Parlamento, Paolo Zampolli, inviato speciale per le partnership globali del presidente Trump, ha fissato una percentuale netta: “Penso più del 50%. Incontrerò Infantino a Miami per il Gran Premio di Formula 1 nel weekend. Non dovrebbe esserci un Mondiale senza Italia, la decisione spetterà a Infantino e Trump”.
Zampolli non è un personaggio laterale di questa vicenda. Ha già dichiarato al Financial Times di aver suggerito apertamente a Trump e a Infantino di sostituire l’Iran con l’Italia, motivando la proposta con il pedigree sportivo degli Azzurri (quattro titoli mondiali) e con l’argomento del ranking FIFA, che vede l’Italia come la nazionale meglio posizionata tra le escluse. Non è nemmeno alla prima mossa: aveva tentato una pressione simile prima dei Mondiali 2022 in Qatar, senza successo.
Il nodo dei visti emerge nelle sue dichiarazioni con una certa frequenza. Zampolli ha aggiunto che “i visti sono molto difficili da ottenere e non vogliamo persone che possono fare cose sbagliate”, richiamando esplicitamente la posizione del segretario di Stato Marco Rubio. Un argomento che mescola diplomatica e calcio in modo inedito per una Coppa del Mondo.
Trump, interpellato alla Casa Bianca, ha risposto con cautela: “Non ci sto pensando più di tanto, lasciatemici riflettere un po'”. Non una chiusura netta, ma neanche un via libera.
Il 30 aprile: la data che conta
Tra tutti i dettagli emersi nelle ultime settimane, uno merita attenzione particolare. La data indicata come spartiacque per una decisione definitiva è il 30 aprile: entro quel giorno dovrebbe arrivare l’ufficializzazione completa delle squadre partecipanti al Mondiale 2026. Nel caso, oggi comunque molto complicato, in cui la FIFA decidesse di ripescare l’Italia, la nazionale verrebbe inserita nel girone G e affronterebbe Belgio, Egitto e Nuova Zelanda, con debutto previsto il 16 giugno a Los Angeles.
Le voci contrarie e i limiti del regolamento
Il quadro non sarebbe completo senza registrare le posizioni di chi frena. Il presidente del CONI Luciano Buonfiglio ha respinto con decisione l’ipotesi: “Intanto non credo sia possibile, seconda cosa mi sentirei offeso”. Il ministro dello Sport Andrea Abodi, pur riconoscendo di poter condividere “lo stesso sogno” di Zampolli quando va a dormire, ha ribadito che un ripescaggio “non è possibile e non è opportuno, perché ci si qualifica in campo”.
Dalla FIFA, secondo quanto riferito da più fonti, non arriveranno commenti sulle parole di Zampolli. Infantino ha confermato in più occasioni la presenza iraniana al torneo: l’ultima rassicurazione risale al 15 aprile, e già a fine marzo il presidente FIFA aveva incontrato la nazionale iraniana ad Antalya ribadendo il pieno sostegno alla sua partecipazione.
Sul piano del diritto sportivo, l’articolo 6.7 del regolamento FIFA lascia alla federazione piena discrezionalità in caso di ritiro o esclusione di una nazionale, senza prevedere alcun ripescaggio automatico. L’orientamento che trapela da fonti vicine a Infantino privilegia il merito sportivo: se l’Iran non partecipasse, il sostituto più probabile sarebbe una nazionale asiatica, con gli Emirati Arabi Uniti in cima alla lista come ultimi eliminati nelle qualificazioni del continente.
Nessun precedente storico depone a favore dell’Italia in questo scenario. Il rimpiazzo più recente in una competizione FIFA risale al Mondiale per Club 2025, quando il León fu escluso per violazione delle norme sulla multiproprietà e sostituito con il Los Angeles FC, che vinse uno spareggio tra squadre della stessa confederazione. La logica era: stesso continente, stessa quota. Nulla suggerisce che la FIFA voglia derogare a quel principio.






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