Pelé è depresso a causa dei problemi di salute e vive recluso in casa perché non può camminare senza aiuto.

Lo ha raccontato a Globo Esporte il figlio della leggenda del calcio, Edinho, anche lui ex calciatore, di ruolo portiere, con una carriera tra le fila del Santos, la squadra in cui il padre scrisse la storia di questo sport.

Pelé, che compirà 80 anni a ottobre, diversi anni fa ha sofferto di un problema all’anca che ora lo costringe a muoversi con un girello per disabili, circostanza che lo avrebbe catapultato in una spirale depressiva. Nelle sue ultime apparizioni televisive, il campione brasiliano si è presentato in sedia a rotelle.

Edinho imputa le difficoltà motorie del padre ad una mancata guarigione dopo l’intervento all’anca. “E’ parecchio fragile – dice – non si è sottoposto ad una riabilitazione efficace, pertanto il recupero è stato incompleto e parziale. Le difficoltà motorie gli abbassano l’umore, non vuole uscire, è caduto in una sorta di depressione. Per uno che è un re, una leggenda vivente, è uno strazio vivere così.”

Una sorta di lesa maestà a colui che è considerato il più forte giocatore di tutti i tempi, per il quale correre, dribblare e segnare era facile come bere un bicchiere d’acqua. Nel corso della sua lunga carriera divisa tra Santos, Cosmos e Nazionale, Pelé è il giocatore con più reti realizzate in assoluto (1281 reti in 1363 partite); è anche l’unico giocatore ad aver vinto tre Mondiali di calcio.

Proprio quest’anno ricorre il 50 esimo anniversario dalla sua terza Coppa del Mondo, vinta in Messico nel 1970, con quello che molti considerano il Brasile più forte di sempre.
Anni che vivono nella memoria di chi lo ha visto giocare in prima persona e dei più giovani che lo hanno conosciuto dai video e dai racconti dei genitori. E’ il caso di dire che il re – “O Rey”, come è soprannominato – ha deposto lo scettro, ma le sue gesta rimarranno sempre sul trono.