Domani, 18 febbraio 2026, prenderà il via il click day per il lavoro domestico, passaggio decisivo per le domande di ingresso nel comparto dell’assistenza familiare. La programmazione dei flussi assegna 13.600 quote per il 2026, che saliranno a 14.000 nel 2027 e 14.200 nel 2028, oltre a 10.000 unità annue fuori quota destinate all’assistenza di anziani e persone con disabilità. I numeri confermano che la domanda di cura non è episodica ma strutturale, con un impatto diretto su famiglie, occupazione e sostenibilità del welfare.

Quote 2026-2028: numeri e fabbisogno strutturale

Il click day si inserisce nella pianificazione pluriennale dei flussi di ingresso. Il settore dell’assistenza domestica riceve una dotazione specifica crescente nel triennio 2026-2028.

Alle quote ordinarie si aggiungono 10.000 ingressi annui fuori quota per l’assistenza a disabili o anziani, segnale di un fabbisogno che le famiglie italiane non riescono più a coprire esclusivamente con risorse interne.

“Il click day rappresenta un passaggio importante”

Il presidente di Nuova Collaborazione, Alfredo Savia, è intervenuto sul tema con parole nette: “Il click day rappresenta un passaggio importante per rispondere al fabbisogno di assistenza delle famiglie, ma da solo non basta a rafforzare un settore che è diventato un pilastro dell’economia della cura. La vera sfida è favorire il lavoro regolare e la continuità nel tempo. La regolarizzazione non è solo un adempimento amministrativo: significa tutelare i lavoratori, garantire sicurezza alle famiglie e dare stabilità a un comparto che ha un valore sociale ed economico per il Paese. Senza semplificazioni e adeguati sostegni ai datori di lavoro domestico, il rischio è quello di indebolire questo equilibrio. Per questo motivo, servono interventi strutturali duraturi e politiche che accompagnino le famiglie nella scelta della legalità”.

Il peso economico: 17 miliardi e quasi l’1% del PIL

Il lavoro domestico rappresenta una componente rilevante dell’economia della cura. Nel 2024 il valore stimato del settore è pari a circa 17 miliardi di euro, con un’incidenza prossima all’1% del PIL nazionale.

Un contributo significativo che convive però con segnali di ridimensionamento legati alla riduzione della spesa familiare per servizi domestici e all’aumento dei costi.

INPS: 817.403 lavoratori nel 2024, terzo calo consecutivo

Secondo gli ultimi dati INPS, nel 2024 i lavoratori domestici con almeno un contributo versato sono stati 817.403. Si tratta del terzo anno consecutivo di contrazione, con un calo del 3%.

Il settore resta a forte prevalenza straniera: il 68,6% degli occupati proviene dall’estero. Tuttavia, dal 2022 si registra una riduzione della componente straniera del 18%, contro un calo del 13% tra gli italiani.

Nell’ultimo anno la variazione è stata:

  • -3% tra gli stranieri;
  • -2,1% tra gli italiani.

Provenienza dei lavoratori

Distribuzione per area geografica:

  • Europa dell’Est 34,8%;
  • Italiani 31,4%;
  • Sud America 8,5%;
  • Asia orientale 5,8%.

Il nodo dell’irregolarità

Il tema dell’irregolarità resta centrale. Il lavoro non dichiarato priva i lavoratori di protezioni previdenziali, riduce le entrate per lo Stato e lascia famiglie e collaboratori senza garanzie. Favorire la regolarità significa consolidare i rapporti di lavoro e rafforzare un comparto che incide direttamente su occupazione, legalità e sostenibilità del sistema di welfare.

Il click day può rispondere alla domanda immediata di assistenza, ma senza semplificazioni amministrative e misure di sostegno ai datori di lavoro domestico, il settore rischia di perdere equilibrio.

Come funziona il click day: procedura, portale e passaggi operativi

Il click day per il lavoro domestico si svolge esclusivamente in modalità telematica. Le domande devono essere presentate attraverso il Portale Servizi del Ministero dell’Interno, sezione dedicata ai flussi di ingresso per lavoro subordinato.

Dove si presenta la domanda

  • Portale Servizi Ministero dell’Interno;

  • Accesso tramite SPID o Carta di Identità Elettronica;

  • Compilazione del modulo relativo al lavoro domestico.

La procedura non prevede invii cartacei né sportello fisico.

Chi presenta la domanda

La richiesta deve essere inoltrata dal datore di lavoro domestico residente in Italia che intende assumere un lavoratore straniero non comunitario nell’ambito delle quote assegnate.

Come si svolge il click day

  1. Registrazione preventiva sul portale (se non già effettuata);

  2. Compilazione online della domanda con inserimento dei dati del datore e del lavoratore;

  3. Protocollazione automatica con numero identificativo.

Le domande vengono accolte in ordine cronologico fino a esaurimento delle quote disponibili. La tempestività dell’invio è determinante.

Cosa succede dopo l’invio

Una volta verificata la disponibilità di quota e la correttezza formale della domanda:

  • lo Sportello Unico per l’Immigrazione convoca il datore di lavoro;

  • viene rilasciato il nulla osta al lavoro;

  • il lavoratore può richiedere il visto presso la rappresentanza diplomatica italiana nel Paese di origine;

  • al suo ingresso in Italia viene firmato il contratto di soggiorno.

Attenzione ai requisiti

Il datore di lavoro deve dimostrare:

  • capacità economica adeguata;

  • regolarità contributiva;

  • rispetto dei parametri contrattuali previsti dal CCNL lavoro domestico.

Errori formali o documentazione incompleta possono comportare l’esclusione della domanda.

FAQ

Quando è il click day per il lavoro domestico?
Mercoledì 18 febbraio 2026.

Quante quote sono previste nel 2026?
13.600, oltre 10.000 fuori quota per assistenza a disabili e anziani.

Quanti lavoratori domestici risultano nel 2024?
817.403 con almeno un contributo versato.

Il settore è in crescita?
No, è in calo per il terzo anno consecutivo (-3%).

Quanto vale economicamente il comparto?
Circa 17 miliardi di euro, quasi l’1% del PIL.