L’Europa è spaccata in due sul piano meteorologico e l’Italia si trova nella fascia più instabile, quella investita da precipitazioni abbondanti e continue. È il quadro delineato dall’ultimo rapporto di Copernicus ECMWF, che cita esplicitamente il nostro Paese per uno straordinario surplus di piogge.
La fase perturbata non darà tregua almeno fino a metà mese, con un passaggio dalle burrasche atlantiche a un’irruzione fredda alimentata da un vortice profondo fino a 985 hPa.
A spiegare la dinamica è Lorenzo Tedici, meteorologo de IlMeteo.it: “L’Europa è divisa in due e l’Italia si trova purtroppo dalla parte sbagliata, quella delle piogge infinite. Un quadro meteorologico complesso che non concederà tregua almeno fino a metà mese, passando dalle burrasche atlantiche al gelo improvviso”.
Perché l’Italia è nella fascia più instabile
Secondo Tedici, la causa va cercata nella corrente a getto polare, scesa più a sud rispetto alla norma. Questa configurazione ha creato una barriera di gelo secco sul Nord Europa, lasciando invece Mediterraneo, penisola iberica e Balcani esposti a un flusso zonale atlantico continuo. Il risultato: una sequenza di impulsi perturbati che attraversano il cuore dell’Europa, colpiscono Francia e Spagna con piogge e tempeste di vento e poi si scaricano sull’Italia.
Le regioni più a rischio nelle prossime ore
L’instabilità è destinata a intensificarsi. Calabria e Sicilia risultano tra le aree più esposte.
Il calore latente del mare può alimentare fenomeni vorticosi intensi. Non si esclude il rischio di tornado marini capaci di toccare terra lungo le coste più esposte.
Oltre ai vortici, attenzione a:
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downburst (raffiche lineari molto forti);
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locali grandinate;
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mareggiate sulle coste occidentali.
Le piogge interesseranno diffusamente la fascia tirrenica, mentre la neve cadrà copiosa in Valle d’Aosta.
Giovedì tra neve alpina e burrasche
La giornata di giovedì sarà ancora segnata dal maltempo:
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nevicate diffuse sulle Alpi di confine, con accumuli eccezionali in Valle d’Aosta;
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piogge su tutto il Centro-Sud;
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raffiche di burrasca su Sardegna, Sicilia e Calabria, già colpite a gennaio dal ciclone Harry.
Le mareggiate interesseranno in particolare i settori occidentali delle tre regioni.
Venerdì il cielo sarà più stabile, ma il vento resterà impetuoso nelle stesse aree.
Perché il Ciclone di San Valentino cambia lo scenario
Nel fine settimana il quadro subirà una trasformazione netta. Correnti fredde da nord sostituiranno il flusso atlantico mite e umido: “Arriverà il Ciclone di San Valentino, un profondo vortice di 985 hPa alimentato da aria fredda in discesa dalla Lapponia: passeremo dagli ombrelli ai cappotti pesanti”.
Il ciclone porterà:
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maltempo diffuso;
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crollo termico;
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ritorno della neve non solo sulle Alpi ma, da domenica (San Faustino), anche a bassa quota sulle regioni adriatiche.
Il ruolo della corrente a getto
La corrente a getto polare è una fascia di venti molto forti in quota che separa masse d’aria fredde da quelle più temperate.
Quando si abbassa di latitudine:
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favorisce la discesa di aria fredda verso sud;
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destabilizza il Mediterraneo;
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amplifica i contrasti termici tra mare e atmosfera.
Questo meccanismo può intensificare ciclogenesi e fenomeni estremi.
Gli effetti
Il surplus di precipitazioni, pur generando criticità idrogeologiche, contribuisce a ricaricare bacini idrici e falde in aree che negli ultimi anni hanno sofferto la siccità.
Ma l’eccesso concentrato in poche settimane aumenta il rischio di frane, allagamenti e danni alle infrastrutture costiere.
FAQ
Per quanto durerà il maltempo?
Almeno fino a metà mese, con una fase fredda più marcata nel weekend.
Dove nevicherà?
Sulle Alpi già nei prossimi giorni e da domenica anche a bassa quota sulle regioni adriatiche.
Quali regioni sono più a rischio vento e mareggiate?
Sardegna, Sicilia e Calabria, in particolare i versanti occidentali.
Il Ciclone di San Valentino sarà intenso?
Sì, con pressione stimata intorno ai 985 hPa e aria fredda dalla Lapponia.






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