Il Dipartimento della Protezione Civile ha emesso un’allerta gialla per domenica 15 febbraio in 11 regioni italiane a causa di una perturbazione atlantica in transito sul Paese. Il bollettino riguarda settori di Emilia-Romagna, Abruzzo, Campania, Basilicata, Puglia e Sardegna, oltre all’intero territorio di Lazio, Umbria, Molise, Calabria e Sicilia. Per cittadini e imprese significa possibili criticità idrogeologiche e idrauliche, con impatti su viabilità, attività all’aperto, trasporti locali e servizi comunali già dalle prossime ore.

Secondo la nota ufficiale, “il Mediterraneo è interessato da un intenso flusso occidentale, al cui interno viaggiano diversi impulsi perturbati in arrivo dall’Atlantico. Nelle prossime ore una perturbazione attraverserà il centro peninsulare ed estenderà poi i suoi effetti al Sud”.

Nel dettaglio, stando alle previsioni, dalla serata di oggi, 14 febbraio, si attendono precipitazioni da sparse a diffuse, anche temporalesche, che interesseranno la Sicilia, con maggiore intensità nei settori centro-settentrionali.

Cosa fare in allerta gialla

✔️ Verificare il bollettino regionale aggiornato;

✔️ Evitare sottopassi e aree soggette ad allagamento;

✔️ Rinviare lavori in quota o in esterno esposti al vento;

✔️ Mettere in sicurezza oggetti mobili su balconi e terrazzi;

✔️  Controllare sistemi di drenaggio privati.

Per le imprese agricole: attenzione a serre leggere e coperture temporanee.
Per il commercio urbano: verificare sistemi antiallagamento e chiusure.

Perché il rischio è idrogeologico e idraulico

L’intenso flusso occidentale in ingresso dal Mediterraneo convoglia impulsi perturbati atlantici che producono precipitazioni localmente intense. Quando i rovesci si concentrano in poche ore, il suolo non riesce ad assorbire rapidamente l’acqua.

L’allerta gialla, comunque, non equivale a emergenza generalizzata. Il livello ordinario segnala potenziali criticità circoscritte e monitorate. Tuttavia, sottovalutare l’avviso può amplificare i danni individuali. La prevenzione individuale riduce l’impatto economico e sociale.