Confermati per altri cinque mesi gli arresti domiciliari per Marcello Dell’Utri, l’ex parlamentare che sta scontando una pena a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa.

E’ quanto deciso dal tribunale di Sorveglianza di Roma che ha ribadito l’incompatibilità al regime carcerario per l’ex esponente di Fi, difeso dall’avvocato Alessandro De Federicis, affetto, fra l’altro, anche da patologie cardiache.

L’ex senatore Marcello Dell’Utri aveva lasciato il carcere di Rebibbia lo scorso 7 luglio dopo che il tribunale di sorveglianza aveva deciso di concedergli il differimento della pena per gravi ragioni di salute.

La battaglia per giungere a questo risultato era durata mesi e diverse volte il Tribunale aveva respinto le istanze difensive

Visibilmente dimagrito, con un camicione verde, scarpe da ginnastica e una busta in mano, Marcello Dell’Utri era apparso sofferente davanti al carcere di Rebibbia riabbracciando i parenti, per poi dirigersi verso l’abitazione del figlio, nella Capitale, dove sconta domiciliari a seguito della decisione del tribunale di sorveglianza di Roma.

La detenzione domiciliare nell’abitazione del figlio a Roma era prevista fino al 28 settembre, data in cui era stata fissata l’udienza per discutere la perizia sullo stato di salute del condannato. Adesso arriva la proroga.

Dell’Utri aveva più volte richiesto gli arresti ospedalieri o, in alternativa, la scarcerazione per potersi curare da un tumore alla prostata. Secondo quanto accertato dai medici di Rebibbia, che hanno inviato una serie di relazioni ai giudici di Sorveglianza, Dell’Utri è affetto da una cardiopatia e una forma di diabete grave e a luglio scorso gli è stato diagnosticato anche iln tumore maligno alla prostata.