Marco Masini al Festival di Sanremo ha trionfato due volte. Nel 1990 tra le novità con Disperato, una dei suoi (tanti) brani famosi e cantati ancora oggi, e nel 2004 con L’uomo volante, tornando in grande stile e con forza nel panorama musicale italiano dopo l’annuncio del 2001 di volersi ritirare perché stanco (legittimamente) dell’accanimento della critica e della censura.

E il ‘toscanaccio’ Marco Masini esordirà stasera – martedì 4 febbraio – alla kermesse sanremese con Il Confronto, descritto di recente con queste parole: «Parla di quando si sente l’esigenza di parlare a noi stessi come se stessimo parlando con gli amici, ad un fratello, raccontando i nostri difetti, i nostri sbagli, ma anche le cose giuste e guardandosi dentro veramente».

Masini, che può essere definito un cantante generazionale, è stato intervistato da Massimo Minutella nel suo viaggio Siciliani a Sanremo, raccontando che i primi 30 anni della sua carriera sono stati «educativi. Ho imparato tantissimo. Spero ce ne siano altri 40 per imparare ancora».

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Masini ha anche ricordato l’evento del 20 settembre 2020 all’Arena di Verona: «Sarà uno spettacolo con tanti ospiti che fanno parte del mio nuovo disco ma non solo. Un sogno che si realizza». L’artista fiorentino poi ha detto la sua sull’Italia di oggi rispetto a quella di tre decenni fa e il discrimine è rappresentato dai social: «C’è una libertà di espressione sicuramente maggiore rispetto a prima. C’è la possibilità di parlare, di difendersi, di accusare. Peggio o meglio non lo so. Non siamo noi, quelli della mia generazione, a potere giudicare il futuro. Però io credo che dobbiamo adattarci, imparare a capire quello che sta succedendo».

Minutella ha, infine, anticipato a Masini un suo progetto, quello di portarlo anche nell’Isola per celebrare i 30 anni della sua carriera: «Spero di venire presto in Sicilia perché è qualcosa di meraviglioso ogni qual volta che arrivo».