La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha chiarito la posizione dell’Italia sulla crisi in Medio Oriente e sull’uso delle basi militari americane nel Paese durante un’intervista al programma radiofonico Non stop news su RTL 102.5. In sintesi, nel pieno delle tensioni regionali, il governo italiano esclude un coinvolgimento diretto nel conflitto e conferma l’invio di aiuti difensivi ai Paesi del Golfo, mentre mantiene il riferimento strategico all’Alleanza Atlantica (organizzazione – NATO) per la sicurezza europea.

La posizione italiana sulla deterrenza nucleare europea

Uno dei passaggi più rilevanti dell’intervento della premier riguarda il dibattito europeo sulla sicurezza nucleare. Meloni ha commentato il ruolo della Francia e l’ipotesi di estendere la protezione del suo arsenale nucleare al resto del continente: “La Francia parla da molto tempo della sua capacità di dissuasione nucleare come di un ombrello che può proteggere anche il resto d’Europa. Per quanto riguarda l’autonomia strategica europea, penso che valga la pena di specificare che in nessun caso la Francia intende mettere sotto controllo europeo il suo arsenale nucleare”.

“Da Parigi è arrivato un contributo importante al dibattito sulla sicurezza in Europa” ma si deve “tenere conto delle garanzie che già esistono in ambito Nato. Noi facciamo parte dell’Alleanza Atlantica, quindi la nostra cornice rimane sempre l’Alleanza Atlantica”.

La crisi con l’Iran e il tentativo di riaprire il negoziato nucleare

Una parte centrale dell’intervista riguarda l’evoluzione della crisi con l’Iran e la possibilità di riaprire i negoziati sul programma nucleare.

Meloni ha spiegato che il governo italiano mantiene un dialogo continuo con partner internazionali e leader regionali.

“Siamo in continuo contatto con i principali alleati, con i leader del Medio Oriente, e poi siamo impegnati soprattutto su tre fronti”.

Il primo obiettivo indicato è quello diplomatico.

“Lavorare sul piano diplomatico, anche attraverso questi contatti, per capire se ci siano i margini per una ripresa del negoziato per il nucleare iraniano”.

La premier ha però espresso scetticismo sulla possibilità di un ritorno ai negoziati se la situazione militare non cambia.

“Obiettivo che però dal mio punto di vista è impossibile se l’Iran non smette di attaccare i paesi limitrofi, i paesi del Golfo, favorendo una de-escalation”.

Aiuti militari difensivi ai Paesi del Golfo

Il governo italiano ha annunciato anche una decisione operativa sul piano della sicurezza regionale.

“L’Italia intende inviare aiuti ai Paesi del Golfo, parliamo di difesa e soprattutto di difesa aerea”.

Secondo quanto spiegato dalla premier, l’iniziativa si inserisce in un’azione coordinata con altri Paesi europei e partner occidentali.

Gli aiuti riguardano sistemi e supporto per la difesa antiaerea, una misura pensata per aumentare la capacità dei Paesi del Golfo di intercettare missili e droni in arrivo.

Roma considera questa scelta anche una misura di tutela diretta dei propri cittadini e delle forze armate presenti nell’area.

Le basi militari americane in Italia

Un altro punto chiarito riguarda il possibile utilizzo delle basi militari statunitensi presenti nel territorio italiano nel contesto del conflitto regionale.

“Oggi non abbiamo nessuna richiesta” per un uso più esteso delle basi militari in Italia, che eventualmente passerà dal Parlamento. “Voglio dire che non siamo in guerra e non vogliamo entrare in guerra”.

Meloni ha poi ricordato che l’utilizzo delle installazioni militari americane è regolato da accordi bilaterali.

“Mi pare che tutti si stiano attenendo agli accordi bilaterali. La stessa portavoce spagnola ha dichiarato ieri che esiste un accordo bilaterale e che al di fuori di quell’accordo non ci sarà alcun utilizzo delle basi”.

La premier ha specificato che lo stesso principio vale anche per l’Italia.

“Vale anche per noi: in Italia abbiamo tre basi militari concesse agli americani in virtù di accordi del 1954 che sono sempre stati aggiornati”.

Preoccupazione per le ripercussioni sull’Italia

La presidente del Consiglio ha riconosciuto apertamente le possibili conseguenze del conflitto per il Paese.

“Sono ovviamente preoccupata per le possibili ripercussioni sull’Italia”.

La crisi interessa direttamente diversi interessi strategici italiani:

  • sicurezza dei cittadini italiani presenti nella regione;
  • presenza militare nelle missioni internazionali;
  • stabilità energetica legata alle forniture dal Golfo

Il Golfo Persico rappresenta infatti uno dei principali corridoi energetici per l’Europa e per l’Italia.

FAQ

L’Italia entrerà nel conflitto con l’Iran?
No. La presidente del Consiglio ha dichiarato che “non siamo in guerra e non vogliamo entrare in guerra”.

Le basi militari americane in Italia saranno utilizzate per operazioni militari?
Al momento non è stata avanzata alcuna richiesta. L’uso delle basi resta regolato dagli accordi bilaterali tra Italia e Stati Uniti.

Perché l’Italia invierà aiuti ai Paesi del Golfo?
Per rafforzare la difesa aerea contro attacchi missilistici e proteggere cittadini italiani e militari presenti nella regione.

L’Italia sostiene la ripresa dei negoziati sul nucleare iraniano?
Sì, ma secondo Meloni il negoziato è possibile solo se l’Iran interrompe gli attacchi contro i Paesi vicini.