La dichiarazione dei redditi 2026 entra nella fase operativa. I redditi percepiti nel 2025 dovranno essere dichiarati attraverso il Modello 730/2026, strumento centrale non solo per comunicare al Fisco quanto incassato, ma soprattutto per ottenere rimborsi e recuperare detrazioni fiscali.
A tal proposito, il prossimo 30 aprile l’Agenzia delle Entrate renderà disponibile online il 730 precompilato; il 30 settembre resta il termine ultimo per l’invio, sia ordinario sia precompilato.
Chi trasmette la dichiarazione entro giugno riceverà il rimborso Irpef tra luglio e settembre. Chi invia più tardi potrebbe attendere fino a ottobre. Per il 730 senza sostituto d’imposta, il rimborso arriva generalmente entro dicembre 2026.
Perché la riforma Irpef cambia il netto in busta paga
Il cuore delle novità è la stabilizzazione del sistema Irpef a tre scaglioni, che diventa strutturale.
Le aliquote sono così articolate:
-
fino a 28.000 euro: 23%;
-
da 28.001 a 50.000 euro: 33% (in calo rispetto al precedente 35%);
-
oltre 50.000 euro: 43%.
Il taglio di due punti percentuali nella fascia intermedia produce un beneficio concreto per il ceto medio. Chi si colloca vicino ai 50.000 euro di reddito può risparmiare circa 440 euro l’anno, con effetto diretto sul netto in busta paga e sul conguaglio fiscale.
Stretta sulle detrazioni oltre i 75.000 euro
Chi supera i 75.000 euro di reddito complessivo vede ridursi progressivamente le detrazioni al 19%, fino ad azzerarsi oltre i 100.000 euro.
Restano escluse dal meccanismo penalizzante alcune voci considerate essenziali:
-
spese sanitarie;
-
interessi passivi sui mutui prima casa.
Continuano a essere detraibili anche:
-
contributi a fondi pensione;
-
erogazioni liberali;
-
spese veterinarie;
-
contributi Inps per colf e badanti (fino a 1.549,37 euro);
-
abbonamenti ai mezzi pubblici.
Il tetto per le spese di istruzione sale da 800 a 1.000 euro per studente, con un risparmio massimo di circa 190 euro. Sono incluse tasse scolastiche, gite, mensa e servizi integrativi.
Bonus casa e giovani lavoratori: cosa resta e cosa cambia
Il bonus ristrutturazioni conferma la detrazione del 50% per la prima casa e del 36% per altri immobili. L’ecobonus resta tra il 50% e il 65%, mentre il sismabonus può arrivare fino all’85%. Il bonus mobili scende a 5.000 euro.
Novità per i giovani lavoratori: chi ha meno di 31 anni e si trasferisce per lavoro oltre 100 km dalla residenza può ottenere una detrazione fino a 991,60 euro per i primi tre anni di contratto.
Familiari a carico: figli fino a 30 anni
La gestione dei familiari a carico è uno dei punti più delicati del 730/2026.
Un familiare è considerato fiscalmente a carico se non supera determinati limiti di reddito:
-
4.000 euro per figli fino a 24 anni;
-
2.840,51 euro per figli oltre 24 anni e per altri familiari (coniuge, genitori, fratelli).
Dal 2026 i figli possono essere considerati fiscalmente a carico fino ai 30 anni.
La detrazione base resta di 950 euro per ogni figlio, con maggiorazioni per bambini piccoli e figli con disabilità.
Assegno unico: cosa cambia davvero
Dal 2022 l’assegno unico ha sostituito quasi completamente la detrazione per figli sotto i 21 anni.
Le regole attuali distinguono due situazioni:
-
per i figli con meno di 21 anni non spetta più la detrazione diretta, ma devono essere indicati nel quadro familiari per poter detrarre le spese sostenute;
-
per i figli oltre i 21 anni la detrazione torna applicabile, se rispettati i limiti di reddito.
Per la fascia 21–30 anni la detrazione di 950 euro si riduce progressivamente con l’aumentare del reddito del genitore fino a 95.000 euro, secondo la formula:
Detrazione = 950 × (95.000 − Reddito complessivo) ÷ 95.000
Spese recuperabili al 19% anche senza detrazione figli
Anche senza detrazione per figli sotto i 21 anni, il contribuente può recuperare il 19% delle spese sostenute nel 2025 per:
-
istruzione (dall’asilo nido all’università);
-
attività sportive, culturali e musicali;
-
spese mediche e farmaceutiche;
-
abbonamenti ai mezzi pubblici.
Separazioni e assegni di mantenimento
Per il coniuge non legalmente separato e per familiari conviventi o mantenuti tramite assegni non stabiliti da un giudice restano previste detrazioni, ma si riducono progressivamente fino ad annullarsi oltre gli 80.000 euro di reddito.
Il boom del “fai da te”
Negli ultimi due anni i contribuenti che hanno scelto l’invio autonomo del 730 sono passati da 4,8 a 5,7 milioni. Nelle dichiarazioni 2025 il 58% ha utilizzato la modalità semplificata, sette punti percentuali in più rispetto all’anno precedente.
La digitalizzazione spinge verso l’autonomia, ma resta predominante il ricorso a Caf e professionisti.
Meno Irpef non significa più risparmio per tutti
Il taglio dell’aliquota al 33% favorisce il ceto medio, ma la riduzione delle detrazioni per i redditi alti e la revisione dei bonus casa riequilibrano il sistema. Il vero impatto si misura sul caso concreto: composizione familiare, spese sostenute, reddito complessivo.
Il 730 non è solo un obbligo fiscale. È uno strumento di pianificazione finanziaria.
FAQ
Quando è disponibile il 730 precompilato?
Dal 30 aprile 2026 sul portale dell’Agenzia delle Entrate.
Qual è la scadenza finale?
Il 30 settembre 2026.
Conviene inviare presto?
Sì. Chi invia entro giugno riceve il rimborso tra luglio e settembre.
I figli sotto i 21 anni danno ancora diritto alla detrazione?
No, ma è possibile detrarre le spese sostenute per loro.
Chi guadagna 50.000 euro quanto risparmia?
Circa 440 euro l’anno grazie al taglio dell’aliquota nella seconda fascia.
Fonti:






Commenta con Facebook