La NATO ha completato il ritiro del proprio personale dall’Iraq oggi, 20 marzo, trasferendo l’intera missione in Europa a causa dell’escalation militare in Medio Oriente. L’impatto è immediato: la gestione operativa passa ora al Comando delle Forze Congiunte di Napoli, con l’Italia al centro della nuova fase.

Gli ultimi uomini e donne della NATO Mission Iraq hanno lasciato il Paese nella giornata odierna. Si tratta di una missione non combattente composta da alcune centinaia di membri, impegnata nella formazione e nel supporto alle forze di sicurezza irachene.

Perché la NATO ha lasciato Baghdad

La decisione è legata direttamente al deterioramento della sicurezza nell’area. La base NATO nella Green Zone di Baghdad, vicino all’ambasciata statunitense, è stata colpita più volte dall’inizio del conflitto tra Stati Uniti e Israele da un lato e Iran dall’altro, avviato tre settimane fa.

La NATO ha quindi optato per una riduzione temporanea della presenza sul terreno, privilegiando la sicurezza del personale.

Il generale Alexus Grynkewich, Comandante Supremo Alleato in Europa, ha dichiarato: “Desidero ringraziare la Repubblica dell’Iraq e tutti gli Alleati che hanno contribuito al trasferimento in sicurezza del personale”.

E ha aggiunto: “Desidero inoltre ringraziare gli uomini e le donne della Missione Nato in Iraq, che hanno portato avanti la loro missione con dedizione durante tutto questo periodo: sono dei veri professionisti”.

Il ruolo dell’Italia: Napoli diventa hub operativo

Il comando della missione è stato trasferito al quartier generale NATO di Napoli. Da qui proseguiranno le attività di coordinamento, consulenza e formazione, seppur a distanza.

Questo spostamento rafforza il ruolo strategico dell’Italia nel sistema NATO. Il Comando delle Forze Congiunte di Napoli diventa il centro operativo per una missione che resta attiva, anche se fuori dal territorio iracheno.

Italia e Germania evacuano: operazione coordinata tra alleati

Parallelamente al ritiro NATO, anche i singoli contingenti nazionali hanno completato l’evacuazione.

In Italia è stata portata a termine “l’evacuazione temporanea e prudenziale del contingente italiano a Baghdad impegnato per la ‘Nato Mission Iraq’, attività di supporto allo sviluppo delle istituzioni locali”.

Resta comunque operativo il personale destinato alla sicurezza dell’ambasciata italiana nella capitale irachena.

La Germania ha effettuato un rientro completo dei propri militari. I soldati della Bundeswehr sono atterrati il 19 marzo nella base di Wunstorf dopo un’operazione coordinata che ha previsto l’impiego di aerei A400M e uno scalo in Giordania.

Il ministro della Difesa Boris Pistorius ha dichiarato: “Sono sollevato che i nostri soldati siano tornati sani e salvi. Il trasferimento è stato effettuato con successo anche in condizioni difficili, grazie alla stretta cooperazione con i partner Nato, in particolare con gli Stati Uniti”.

Circa 200 militari tedeschi restano comunque dispiegati tra il nord dell’Iraq e la Giordania nell’ambito delle operazioni contro il jihadismo.

Cosa faceva la NATO Mission Iraq

La missione NATO in Iraq non era impegnata in operazioni di combattimento. Il suo obiettivo principale era rafforzare le istituzioni locali e le forze di sicurezza.

Le attività includevano:

  • formazione delle forze armate irachene;
  • supporto alle operazioni antiterrorismo;
  • sviluppo di strutture di sicurezza più trasparenti ed efficaci.

L’obiettivo strategico resta invariato: impedire il ritorno dell’ISIS/Daesh e garantire stabilità nel Paese.

Una missione che continua, ma fuori dal campo

Nonostante il ritiro, la NATO ha chiarito che la missione non è sospesa ma riorganizzata. Le attività continueranno da Napoli e da altri hub regionali.

Il trasferimento rappresenta una soluzione operativa per mantenere attivo il supporto all’Iraq senza esporre il personale a rischi diretti.