A La Spezia, in Liguria, un istituto superiore è diventato il teatro di un omicidio che ha spezzato una vita di appena 18 anni e scosso l’intera comunità cittadina. Abanoub Youssef, studente dell’istituto professionale “Einaudi–Chiodo”, è morto dopo essere stato accoltellato in classe da un coetaneo.
Il fatto è avvenuto ieri, venerdì 16 gennaio. Abanoub era entrato a scuola come ogni altro giorno. Frequentava regolarmente le lezioni, era descritto dai compagni come un ragazzo tranquillo, senza precedenti disciplinari o segnali di disagio evidenti. Nel primo pomeriggio, però, è morto all’ospedale Sant’Andrea dopo ore di tentativi disperati da parte dei medici.
Quello che emerge dalle ricostruzioni investigative è il racconto di una violenza improvvisa, maturata in poche ore, ma forse alimentata da tensioni precedenti. Una storia che oggi interroga non solo la giustizia, ma anche la scuola e la società.
Chi era Abanoub Youssef
Abanoub Youssef aveva 18 anni ed era italiano di origini egiziane. Viveva a La Spezia con la famiglia da anni ed era nato a Fayyum, vicino al Cairo. Frequentava l’istituto professionale “Einaudi–Chiodo”, una scuola storica della città, un tempo legata alla formazione degli operai dell’arsenale marittimo e oggi specializzata in corsi come nautica, moda, pesca e odontoiatria.
Chi lo conosceva lo descrive come un ragazzo riservato, lontano da ambienti violenti. Non risultava particolarmente attivo sui social network, un dettaglio che assume peso alla luce delle motivazioni addotte dall’aggressore. Non c’erano segnalazioni di conflitti aperti o di comportamenti problematici.
Per la sua famiglia e per i compagni di classe, Abanoub era uno studente come tanti, con progetti semplici e una quotidianità scandita da scuola, amici e casa. La sua morte ha interrotto bruscamente quel percorso.
L’aggressione durante l’orario scolastico
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, tutto sarebbe iniziato durante la ricreazione. Abanoub avrebbe avuto un confronto acceso nei bagni della scuola con un altro studente, Zouhair Atif, 19 anni, di origine marocchina, residente ad Arcola e iscritto allo stesso istituto ma in una classe diversa.
Il litigio sarebbe nato per motivi sentimentali. Una questione di gelosia legata a una ragazza conosciuta da entrambi. Dopo il diverbio, Abanoub era rientrato in aula. I compagni lo hanno notato agitato, ma nessuno poteva immaginare ciò che stava per accadere.
Pochi minuti dopo, l’altro giovane è entrato in classe brandendo un coltello da cucina che, secondo gli inquirenti, avrebbe portato da casa. Davanti agli studenti e al docente presenti, si è scagliato contro Abanoub colpendolo al costato. Il fendente ha perforato la milza, causando una gravissima emorragia interna.
Un insegnante è intervenuto immediatamente, riuscendo a disarmare l’aggressore e a bloccarlo. Anche alcuni studenti hanno circondato il ragazzo fino all’arrivo della polizia, intervenuta in pochi minuti.
La corsa in ospedale e le ore di agonia
I soccorsi sono stati immediati. I sanitari del 118 e i militi della Croce Rossa hanno tamponato una copiosa emorragia già sul posto, prima del trasporto d’urgenza all’ospedale Sant’Andrea.
In pronto soccorso, Abanoub è stato portato nella shock room. I medici hanno praticato anche il massaggio cardiaco per stabilizzarlo. Successivamente è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico nel reparto di chirurgia toracica.
Dopo l’operazione, attorno alle 16, il ragazzo è stato trasferito in rianimazione. Le sue condizioni sono rimaste critiche per ore. In serata, poco prima delle 20, il cuore ha smesso di battere.
All’esterno dell’ospedale, decine di persone – familiari, amici, studenti e docenti – hanno atteso notizie in un clima di incredula apprensione. Poi la notizia della morte ha gelato tutti.
Il movente e le parole dell’aggressore
Agli investigatori, il giovane arrestato avrebbe collegato il gesto a una fotografia pubblicata sui social. “Volevo ucciderlo. Lui non doveva permettersi di mettere sui social una sua foto assieme alla mia ragazza”.
Gli inquirenti stanno valutando anche l’ipotesi della premeditazione, dal momento che il coltello sarebbe stato portato dall’esterno. Un elemento che potrebbe aggravare la posizione del ragazzo, attualmente in stato di arresto per omicidio.
Tuttavia, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, chi conosceva Abanoub sostiene che “non era sui social” e che la foto citata “forse sarebbe una vecchissima immagine di anni fa”.
Lo zio della vittima, citato da Repubblica, ha dichiarato che “non era la prima volta che portava il coltello a scuola. Dovevano fermarlo prima”. Anche alcuni studenti parlano di un ragazzo con una preoccupante familiarità con le armi da taglio.
FAQ – Domande che molti si stanno facendo
L’aggressore è maggiorenne?
Sì, ha 19 anni ed è stato arrestato per omicidio in flagranza di reato.
Il coltello è entrato a scuola senza controlli?
Secondo le indagini, il coltello sarebbe stato portato da casa. Le scuole italiane non prevedono controlli sistematici all’ingresso.
Il movente è confermato?
La gelosia è l’ipotesi principale, ma gli inquirenti stanno verificando messaggi e telefoni per chiarire ogni dettaglio.
Ci saranno conseguenze per la scuola?
Al momento no, ma il caso potrebbe riaprire il dibattito sulla sicurezza negli istituti.






Commenta con Facebook