Un’anziana uccisa a martellate in casa, un uomo ferito e un giovane parente in fuga sulla Roma‑Lido: cosa è successo davvero in quella casa di via Molteni?
Le prime informazioni ricostruiscono una scena drammatica, avvenuta nelle prime ore della mattina nel quartiere di Ostia. Gli agenti hanno trovato la donna di 80 anni a terra, gravemente colpita, mentre il compagno della madre dell’aggressore era ferito e in stato di shock. A dare l’allarme sono stati i vicini, allarmati dalle urla provenienti dall’appartamento.
Secondo le fonti disponibili, l’episodio sarebbe avvenuto dopo una lite familiare, degenerata in pochi istanti in una violenza estrema. La polizia, intervenuta rapidamente, ha individuato e fermato poco dopo il 30enne, che aveva tentato la fuga prendendo un treno della linea ferroviaria Roma‑Lido.
Il movente non è ancora chiaro e gli investigatori stanno ascoltando i familiari per ricostruire il contesto dei rapporti interni alla famiglia. Gli elementi emersi finora parlano di una discussione improvvisa e dai contorni ancora incerti.
Cosa è successo in via Molteni
L’allarme, secondo più fonti, è scattato intorno alle 8.30 del mattino. I vicini, sentendo urla provenire dall’abitazione, hanno contattato il Nue 112. Quando la polizia è entrata in casa, ha trovato la donna di 80 anni a terra in una pozza di sangue. La causa: colpi inferti con un martello. Le fonti parlano esplicitamente di un’aggressione “al culmine di una lite in famiglia”.
Il compagno della madre dell’aggressore, un uomo di 49 anni, era ferito e in condizioni critiche. Gli operatori sanitari lo hanno portato all’ospedale Grassi di Ostia. Resta ancora da capire cosa abbia innescato la violenza: gli investigatori stanno ricostruendo la dinamica attraverso testimonianze e rilievi scientifici.
La fuga sulla Roma‑Lido e l’arresto
Dopo l’aggressione, il 30enne è fuggito dall’appartamento e ha raggiunto la linea ferroviaria Roma‑Lido, cercando di dileguarsi tra i passeggeri del mattino. La fuga però è durata poco: è stato intercettato in viale Giustiniano Imperatore e fermato dagli agenti della polizia di Stato.
Le fonti confermano che il giovane è stato bloccato senza opporre resistenza. Rimangono ora da chiarire le condizioni psicologiche dell’uomo e i precedenti familiari che potrebbero aver contribuito alla tragedia.
Indagini in corso e ipotesi sul movente
L’ipotesi principale resta quella di un litigio degenerato. Le fonti parlano di una “lite in famiglia” come possibile scintilla all’origine dell’aggressione. Gli investigatori dovranno stabilire:
- la natura del rapporto tra il giovane e la nonna;
- eventuali tensioni familiari precedenti;
- la presenza di possibili fragilità personali;
- cosa abbia portato all’uso del martello come arma improvvisata.
Il quadro è ancora frammentato e serviranno accertamenti approfonditi. La dinamica, però, appare ormai chiara: la lite, l’aggressione, la fuga e l’arresto in pochi minuti.






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