L’Italia entra nelle ore più calde della prima ondata di calore del 2026 con temperature che in diverse città del Nord toccheranno i 36 gradi, valori eccezionali per la fine di maggio. La fase più intensa dell’anomalia climatica investirà soprattutto la Pianura Padana e l’asse della Via Emilia, mentre nei prossimi giorni il caldo lascerà spazio a un mix di afa opprimente e temporali localmente violenti.
Secondo le previsioni, le temperature massime più elevate sono attese tra Lombardia, Emilia-Romagna e Piemonte. Pavia, Piacenza, Cremona e Modena arriveranno fino a 36 gradi, mentre la soglia dei 35 gradi interesserà un’ampia fascia della Pianura Padana comprendendo Torino, Alessandria, Asti, Vercelli, Milano, Lodi, Parma, Reggio Emilia, Mantova, Verona, Rovigo, Ferrara, Bologna e Forlì.
L’ondata di caldo segna un’anomalia termica molto marcata rispetto alle medie climatiche del periodo. Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, spiega che il Nord Italia registrerà temperature superiori di 8-9 gradi rispetto ai valori normali di fine maggio. Una situazione che proietta il Paese in uno scenario più vicino alla piena estate che alla tarda primavera.
Le zone più colpite dal caldo anomalo
La parte più critica riguarderà il Nord e in particolare la fascia compresa tra Piemonte, Lombardia ed Emilia-Romagna. L’asse della Via Emilia sarà uno dei punti più roventi dell’intero Paese.
Anche il Centro Italia dovrà fare i conti con temperature elevate, con punte comprese tra 34 e 35 gradi soprattutto nelle aree interne e nelle grandi città. Il Sud resterà leggermente meno caldo, ma con condizioni comunque pienamente estive e un clima stabile su gran parte delle regioni meridionali.
Il mese di maggio si chiude così con un quadro climatico eccezionale per intensità e durata del caldo. Le temperature elevate non daranno tregua nemmeno durante la notte. In molte città si registreranno infatti “notti tropicali”, con valori minimi che resteranno stabilmente sopra i 20 gradi.
Dopo il picco arriva l’afa
La fase successiva non porterà un vero sollievo. Dopo il picco previsto nelle prossime ore, masse d’aria più umide e leggermente meno calde favoriranno un lieve calo delle temperature massime, che in molte zone scenderanno verso i 32-34 gradi.
Il problema sarà però l’aumento dell’umidità nei bassi strati atmosferici. La temperatura percepita dal corpo umano diventerà ancora più pesante a causa dell’afa. Le giornate saranno caratterizzate da aria umida, sensazione di calore persistente e difficoltà di raffreddamento anche durante la notte.
Temporali e grandine dopo il caldo estremo
L’accumulo di calore al suolo renderà inoltre l’atmosfera più instabile. L’energia sviluppata nelle ore più torride favorirà la formazione di temporali pomeridiani anche intensi.
I primi fenomeni interesseranno soprattutto le Dolomiti e il Nord-Est, per poi estendersi progressivamente alle aree interne e alle zone vicine ai rilievi. I temporali potranno essere accompagnati da rovesci improvvisi, raffiche di vento, fulmini e grandinate.
Mercoledì 27 maggio
La giornata di mercoledì sarà quella più estrema per il caldo. Al Nord si toccheranno i 36 gradi nelle aree più esposte, mentre il Nord-Est dovrà affrontare temporali con grandine.
Al Centro prevarranno cielo sereno e temperature molto elevate. Al Sud sono previsti rovesci pomeridiani lungo l’Appennino, con tempo stabile e soleggiato sul resto delle regioni.
Giovedì 28 maggio
Giovedì i temporali diventeranno più diffusi al Nord insieme a un lieve calo delle temperature massime. L’instabilità interesserà anche il Centro Italia, muovendosi dagli Appennini verso le coste tirreniche.
Possibili sconfinamenti temporaleschi sono previsti tra la Bassa Toscana e il Lazio, fino all’area di Roma. Al Sud resteranno probabili rovesci pomeridiani sulle zone appenniniche e localmente sulle coste campane.
Venerdì 29 maggio
Venerdì il Nord tornerà più soleggiato in alcune aree, ma la fascia compresa tra Lombardia, Emilia e Basso Veneto resterà esposta a nuovi temporali intensi. Proprio queste sono le zone che stanno registrando le temperature più elevate dell’ondata di caldo.
Al Centro l’instabilità continuerà soprattutto tra Toscana e Lazio. Al Sud i rovesci interesseranno ancora le aree interne e l’Appennino, mentre sulle altre regioni prevarrà il sole.
Il ponte del 2 giugno
Durante il fine settimana e il Ponte della Festa della Repubblica il tempo seguirà uno schema ripetitivo: mattinate soleggiate, sviluppo di temporali pomeridiani soprattutto sui rilievi e attenuazione dei fenomeni nelle ore serali.
Le proiezioni per l’inizio di giugno indicano comunque temperature ancora superiori alla media stagionale e precipitazioni organizzate limitate. Resta elevato il rischio di nuove fasi di afa intensa.






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