Siamo pronti a combattere adesso“.
Con queste parole, Vladimir Putin ha lanciato un nuovo messaggio di sfida all’Europa, nel giorno in cui una delegazione statunitense, inviata dal presidente Donald Trump, è arrivata a Mosca per cercare un punto d’accordo sul futuro della guerra in Ucraina, ormai giunta quasi al quarto anno di durata.

Mentre il mondo osserva con attenzione l’evolversi dei negoziati, il presidente russo ha fatto attendere gli emissari americani, tra cui spicca il nome di Jared Kushner, genero di Trump, insieme all’imprenditore Steve Witkoff, entrambi incaricati di portare avanti un difficile processo diplomatico.

Putin rilancia la sfida all’Europa

Le dichiarazioni del presidente russo, definite “bellicose” da diversi osservatori, sono arrivate a margine dei colloqui:
“Non vogliamo combattere contro l’Europa, ma se l’Europa vuole combattere contro di noi, allora siamo pronti adesso”, ha detto Putin.

Il leader del Cremlino ha inoltre denunciato le richieste europee in merito a un possibile accordo di pace, definendole “assolutamente inaccettabili” da parte di Mosca.

La delegazione USA a Mosca per cercare un accordo

Nonostante le parole di Putin, gli Stati Uniti stanno cercando di mediare con determinazione. La delegazione guidata da Kushner e Witkoff è arrivata nella capitale russa con l’obiettivo di ottenere un accordo chiaro da presentare successivamente a Kiev.

Due i piani di pace sul tavolo:

  • Un primo, composto da 28 punti, creato da Witkoff e dall’alto funzionario russo Kirill Dmitriev, già discusso da Trump e Putin in un vertice tenutosi in Alaska.
  • Un secondo, più snello, da 19 punti, redatto a Ginevra da Stati Uniti, Ucraina e alleati europei, considerato più equilibrato rispetto al primo, giudicato invece troppo favorevole alla Russia.

Il piano a 28 punti prevede che l’Ucraina riduca le proprie forze armate e ceda ampie porzioni di territorio, condizioni ritenute inaccettabili da Kiev e dalle capitali europee.

Kiev: niente concessioni territoriali

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, parlando da Dublino, ha ribadito la linea ferma del suo governo: nessuna cessione di territori.
Zelensky ha accolto con favore l’impegno dell’Irlanda, lodando il premier Micheál Martin per il sostegno incondizionato:
“L’Irlanda sta facendo la cosa giusta”, ha detto. Il leader ucraino ha aggiunto che osserverà con attenzione i negoziati di Mosca, nella speranza che possano aprire la strada a un incontro diretto con Trump “molto presto”.

La trattativa prosegue: i nodi ancora da sciogliere

Tra i punti ancora controversi vi è la questione della divisione dei territori occupati dalla Russia durante la guerra. Putin insiste per ottenere regione di Crimea, Luhansk e Donetsk, mentre Kiev ha già chiarito di non voler rinunciare a nessuna parte del proprio territorio sovrano.

Sul campo, la situazione è ancora molto fluida. La Russia ha conquistato il doppio del territorio in novembre rispetto a ottobre, ma non è riuscita a completare il controllo di Donetsk, dove un terzo della regione è ancora in mano ucraina.

Il Cremlino ha annunciato la presa di Pokrovsk, città considerata strategica, con immagini che mostrano soldati russi sventolare la bandiera nazionale. Ma Kiev ha smentito la notizia, accusando Mosca di propaganda, affermando che i militari russi hanno abbandonato la città poco dopo.

Gli assenti e le tensioni interne

Un’assenza che non è passata inosservata è quella del segretario di Stato USA, Marco Rubio, considerato una figura più vicina alle posizioni dell’Ucraina. La sua esclusione dalla delegazione a Mosca è letta da alcuni osservatori come un segnale della volontà di Trump di gestire la trattativa con voce più dura.

Kushner, pur non ricoprendo un ruolo ufficiale nella nuova amministrazione, è tornato a occupare una posizione centrale nella diplomazia statunitense.
Già Senior Advisor dal 2017 al 2021, è oggi uno dei protagonisti più visibili della strategia internazionale di Trump, insieme a Witkoff, imprenditore con ottimi rapporti a Mosca e già protagonista di altri colloqui con Putin.

Lo sapevi che…?

Il piano di pace proposto da Russia e Stati Uniti durante il vertice in Alaska prevedeva che l’Ucraina riducesse del 50% le sue forze armate.
Una proposta che, secondo fonti ucraine, avrebbe compromesso in modo grave la sicurezza nazionale.

FAQ – Domande frequenti

  • Cosa ha detto Putin sull’Europa?
Ha dichiarato che la Russia non cerca il conflitto, ma è pronta a combattere se l’Europa lo desidera.
  • Chi sta conducendo i colloqui per gli Stati Uniti?
Jared Kushner e Steve Witkoff, entrambi incaricati dal presidente Trump.Quali piani di pace sono sul tavolo?
Uno di 28 punti,  favorevole alla Russia, e uno di 19 punti, più vicino alle richieste ucraine.
  • Zelensky ha accettato la proposta russa?
No, ha ribadito che nessun territorio sarà ceduto alla Russia.
  • Cosa dice la Casa Bianca?
Che è ottimista e sostiene gli sforzi della delegazione americana per raggiungere un accordo di pace.