Vladimir Putin ha dichiarato che la Russia ha testato con successo il drone sottomarino Poseidon, un’arma autonoma con propulsione e capacità nucleari. “Non c’è modo di intercettarlo”, ha detto con fermezza, durante una visita a un ospedale militare di Mosca. Il leader del Cremlino ha parlato con enfasi di un’arma “senza paragoni al mondo” e di un test che ha rappresentato un “enorme successo”.
Un’arma nuova e segreta?
“Ieri abbiamo effettuato un altro test su un altro sistema promettente: un drone sottomarino chiamato Poseidon”, ha dichiarato Putin. “Non c’è modo di intercettarlo”, ha aggiunto, parlando di un dispositivo con caratteristiche uniche per velocità e capacità di immersione.
Putin ha sottolineato come il drone non sia solo capace di navigare autonomamente sott’acqua, ma anche di trasportare carichi nucleari, un dettaglio che lo inserisce tra le armi più temute del moderno arsenale militare.
Le affermazioni di Putin: senza precedenti e non verificabili
Nel corso del suo intervento, Putin ha più volte ribadito che “non esiste al mondo niente di paragonabile” al Poseidon. Secondo quanto riportato dall’agenzia Interfax, il presidente ha dichiarato: “Per la prima volta siamo riusciti non solo a lanciarlo da un sottomarino utilizzando il suo motore di spinta, ma anche ad avviare il reattore nucleare con cui l’apparato ha viaggiato per un certo periodo di tempo”.
Nonostante l’impatto di queste parole, non è possibile verificare in modo indipendente le informazioni fornite dal presidente russo. Tuttavia, la loro risonanza internazionale è immediata.
Poseidon: Che cos’è e cosa sappiamo fino ad ora
Il Poseidon è un drone sottomarino autonomo progettato per operare a grandi profondità oceaniche. Mosca lo ha descritto come “a propulsione nucleare e con capacità nucleari offensive”. Significa che il drone può essere lanciato da un sottomarino e, una volta in movimento, è spinto da un motore nucleare che gli permette di percorrere grandi distanze e restare sommerso a lungo, rendendo estremamente difficile, se non impossibile, la sua individuazione o intercettazione.
Le sue capacità offensive lo renderebbero, secondo la Russia, un’arma deterrente in grado di colpire obiettivi strategici lungo le coste avversarie, anche in presenza dei più sofisticati sistemi di difesa sottomarina.
Un test che segue quello del missile Bourevestnik
Questo test del Poseidon arriva a pochi giorni di distanza da un altro annuncio rilevante: il test riuscito del missile da crociera Bourevestnik, anch’esso a propulsione nucleare, in grado di coprire distanze superiori a 14mila chilometri. La tempistica delle due dichiarazioni suggerisce una volontà di mostrare forza tecnologica e militare in un momento in cui la Russia è al centro di numerose tensioni internazionali, sia militari che diplomatiche.
Tecnologia avanzata o strategia di comunicazione?
Le parole di Putin appaiono anche come un messaggio rivolto all’Occidente, volto a riaffermare la superiorità tecnologica russa nel campo degli armamenti strategici. Dichiarazioni di questo tipo hanno spesso un forte valore simbolico, soprattutto se diffuse in contesti ufficiali, come la visita a un ospedale militare dove si incontrano soldati feriti in guerra. L’enfasi posta sull’impossibilità di intercettare il drone, sulla velocità e sulla capacità di profondità punta a creare un’immagine di invincibilità e innovazione.






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