Identificata la quarta vittima italiana della strage di Crans-Montana, avvenuta nella notte di Capodanno all’interno di un affollato bar svizzera. La conferma ufficiale è arrivata nelle ultime ore: si tratta della sedicenne milanese Chiara Costanzo.

La notizia è stata comunicata dall’ambasciatore italiano in Svizzera Gian Lorenzo Cornado, che ha precisato come la famiglia della giovane sia stata avvertita dalle autorità elvetiche. U

Con l’identificazione di Chiara Costanzo, il bilancio delle vittime italiane accertate sale dunque a quattro. Restano però ancora due cittadini italiani dispersi, mentre proseguono le operazioni di riconoscimento delle vittime e il lavoro di assistenza alle famiglie coinvolte.

Nella giornata precedente era già stato ufficializzato il decesso di Achille Barosi, Giovanni Tamburi ed Emanuele Galeppini, tutti presenti nel locale al momento dell’incendio. I loro nomi si aggiungono a una lista di vittime che, complessivamente, conta 47 morti e oltre 100 feriti.

Chi era Chiara Costanzo e cosa sappiamo sull’identificazione

Chiara Costanzo aveva 16 anni ed era originaria di Milano. Si trovava a Crans-Montana per trascorrere il Capodanno, come molti giovani e turisti che avevano scelto la rinomata località sciistica svizzera per festeggiare l’inizio del nuovo anno.

L’identificazione è avvenuta al termine delle procedure condotte dalle autorità svizzere, che stanno lavorando senza sosta per dare un nome a tutte le vittime. L’ambasciatore Cornado ha confermato che la famiglia è stata informata direttamente, seguendo i protocolli internazionali previsti in questi casi.

La notte dell’incendio: cosa è successo nel bar di Crans-Montana

L’incendio è divampato nelle prime ore di giovedì, all’interno del bar Le Constellation, uno dei locali più frequentati di Crans-Montana durante le festività. Al suo interno si trovavano centinaia di persone che stavano festeggiando il nuovo anno.

Secondo gli investigatori, la causa del rogo sarebbe legata a candele scintillanti posizionate su bottiglie di champagne, che avrebbero innescato le fiamme entrando in contatto con il soffitto del locale, particolarmente basso e affollato. Il fuoco si è propagato rapidamente, alimentato dalla presenza di materiali infiammabili e dall’elevata densità di persone.

Le testimonianze dei sopravvissuti e dei soccorritori

Nel caos seguito all’incendio, decine di persone hanno cercato di aiutare chi era rimasto intrappolato. Le testimonianze raccolte nelle ore successive restituiscono un quadro drammatico ma anche segnato da gesti di grande solidarietà.
“Io sto cercando ovunque. Il corpo di mio figlio è da qualche parte. Voglio sapere dove si trova mio figlio ed essere al suo fianco. Ovunque sia, in terapia intensiva o all’obitorio”. Lo ha raccontato Laetitia Brodard, madre del sedicenne Arthur, parlando ai giornalisti a Crans-Montana mentre cercava notizie del figlio.

“Stavamo portando fuori le persone, alcune crollavano. Facevamo tutto il possibile per salvarle, abbiamo aiutato quante più persone potevamo. Abbiamo visto gente urlare e correre. C’era una nostra amica: faceva fatica a uscire, era completamente ustionata. Non si può immaginare il dolore che ho visto”. A parlare è Marc-Antoine Chavanon, 14 anni, che ha raccontato come sia corso verso il bar per aiutare i feriti.

“È stato difficile da vivere per tutti. Probabilmente anche perché ognuno si chiedeva: ‘Mio figlio, mio cugino, qualcuno della regione era a questa festa’. Questo posto era molto conosciuto come luogo dove festeggiare il Capodanno. Vedere arrivare giovani feriti è sempre traumatico”. Così Eric Bonvin, direttore generale dell’ospedale regionale di Sion, che ha accolto decine di feriti.

Gli atti di coraggio e la solidarietà nei primi minuti

Anche alcuni giovani presenti in vacanza a Crans-Montana si sono precipitati sul luogo dell’incendio per aiutare i soccorritori.

“Ho visto l’orrore e non so cosa potrebbe essere peggio di questo”. È la testimonianza di Gianni Campolo, 19 anni, intervistato dalla televisione francese TF1 dopo aver aiutato i primi soccorsi.

“Nonostante il fumo denso, riuscivo a vedere i corpi schiacciati contro il vetro. Abbiamo trovato un’uscita di emergenza dietro il bar. Quando abbiamo aperto la porta di vetro, diversi corpi sono caduti. Li abbiamo tirati fuori uno dopo l’altro. Penso di averne estratti circa dieci in totale”. Lo ha raccontato Paolo Campolo, padre di Gianni, all’emittente francese BFM TV.

Le autorità: identificazione delle vittime e sostegno alle famiglie

“La priorità oggi è davvero l’identificazione, per permettere alle famiglie di iniziare il loro lutto”. Lo ha dichiarato Beatrice Pilloud, procuratrice generale del Canton Vallese, durante una conferenza stampa a Sion.

Anche il mondo politico e religioso ha espresso cordoglio. Papa Leone XIV ha inviato un telegramma al vescovo di Sion in cui “desidera esprimere la sua compassione e la sua vicinanza ai familiari delle vittime. Prega affinché il Signore accolga i defunti nella sua dimora di pace e di luce e sostenga il coraggio di coloro che soffrono nel cuore o nel corpo”.

FAQ – Le domande che molti si stanno facendo

  • Quante sono le vittime italiane identificate finora?
Quattro, tra cui la sedicenne Chiara Costanzo.
  • Quanti italiani risultano ancora dispersi?
Attualmente due.
  • Cosa ha causato l’incendio secondo gli investigatori?
Candele scintillanti su bottiglie di champagne che avrebbero incendiato il soffitto.
  • Quante persone sono rimaste ferite?
Oltre 100, molte con ustioni gravi.
  • Le indagini sono ancora in corso?
Sì, sia per le cause definitive sia per l’identificazione di tutte le vittime.