Non può essere una coincidenza la decisione di Gazprom di ridurre ulteriormente la fornitura del gas all’Italia dopo la visita di ieri a Kiev del presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi, insieme al presidente francese Emmanuel Macron e al cancelliere tedesco Olaf Scholz.

L’ENI ha, infatti, comunicato che “a fronte di una richiesta giornaliera di gas da parte di ENI pari a circa 63 milioni di metri cubi, Gazprom ha comunicato che fornirà solo il 50% di quanto richiesto (con quantità effettive consegnate pressoché invariate rispetto ieri)”.

Inoltre, la Francia non riceve più gas russo via gasdotto da mercoledì scorso, 15 giugno. Lo ha reso noto Grtgaz, che gestisce la rete di distribuzione del gas. La società ha, comunque, fatto sapere che le riserve francesi di gas sono piene al 56% contro il 50% aabituale. L’interruzione delle forniture potrebbe essere causata dal fatto che ultimamente Gazprom ha ridotto gli approvvigionamenti all’Europa, in particolare alla Germania attraverso il gasdotto Nord Stream 1, dove c’è stata una riduzione del 60%.

Conseguenza di questa novità è il rialzo del prezzo del gas alla Borsa di Amsterdam: 135 euro al MWh, in aumento del 6,94%. I mercati erano già tesi dopo il calo della capacità degli Stati Uniti di esportare gas in Europa a seguito dell’esplosione in un importante terminal di esportazione in Texas.