“Ho cominciato a fare musica perché durante la pandemia mi stavo annoiando e cercavo un modo per esprimermi”. Così Will, in gara alla 73ª edizione del Festival di Sanremo con il brano Stupido.

Will, all’anagrafe William Busetti, originario di Soligo (Treviso), è un ragazzo semplice che è cresciuto ascoltando tantissima musica, influenzato dal british pop dai gusti della madre di origini inglesi e dal cantautorato italiano.

Intervistato da Carmen Guadalaxara, giornalista de Il Tempo e collaboratrice di BlogSicilia per il racconto della kermesse sanremese, Will, classe 1999, ha confessato che “per la serata delle cover avevo pensato di cantare in inglese ma poi se lo faccio scontento papà e se non lo faccio scontento mamma. Però lasciatemelo dire: la notte sogno sempre un duetto con Fabrizio De Andrè“.

Will ha partecipato a X Factor nel 2020 – il talent show musicale di Sky – ma è stato eliminato ai Bootcamp: “Meglio così, ero troppo acerbo, mi dimenticavo i testi delle canzoni, non ero pronto”.

Will, però, prima di dedicarsi alla musica, aveva il calcio come sogno: “Ho iniziato a sei anni. Ho giocato in piccole squadre fino ad arrivare alle giovanili del Chievo. Poi però ho iniziato a frequentare l’università, ad appassionarmi alla musica, a voler passare più tempo con gli amici e la fidanzata. Il calcio non ero più il mio unico pallino e ho lasciato. Qualche volta mi pento. Ora sogno di entrare nella Nazionale Cantanti. La musica, invece, è una nuova versione di me che mi fa sentire più forte nelle mie debolezze, canto perché cerco un modo più libero di esprimermi, ho bisogno di sentirmi me stesso in un altro modo, in un modo forse migliore, e quindi la musica mi ha dato questa opportunità anche in maniera un po’ inaspettata, in un momento inaspettato della mia vita”.

A proposito di Stupido, la canzone che Will porterà sul palco del Teatro Ariston, l’artista ha detto che è “classica” e “si distacca molto dal linguaggio della sua generazione. Prima andava molto tra gli artisti più giovani cantare l’odio, io invece credo dovremmo trasmettere sentimenti positivi. Il brano racconta di storie e intrecci d’amore in cui ci siamo persi e ritrovati, quell’amore che, proprio per le emozioni di cui ti nutre in alcuni momenti della giornata quando ti fermi a pensare ti fa sentire piccolo e in altri ti fa sentire un gigante. Il momento migliore per ascoltare questo brano a mio avviso è a fine giornata. Stupido vuole anche essere uno slogan: non bisogna avere paura di esternare le proprie emozioni e fragilità, l’importante è sempre agire in maniera autentica e vera anche se in alcuni momenti possiamo sembrare degli stupidi. Spero che Sanremo, con il suo circo mediatico, mi aiuti anche a lasciarmi alle spalle un po’ di timidezza. Ho già fatto una prova con l’orchestra a Roma ma ora ne faremo due all’Ariston. Quello sarà il mio salto nel cerchio di fuoco. Voglio cantare questa canzone bene, voglio arrivare al festival pronto al 100%. Sto facendo lezioni di canto ogni giorno”.

Infine, l’obiettivo di Will: “Un anno fa non avrei saputo risponderle, ora so che voglio fare una musica che prenda spunto dai cantautori ma abbia più sonorità più moderne, potrebbe essere il mio posto nella scena italiana. L’obiettivo è fare sempre meglio, mi piacerebbe essere visto come un’artista, vorrei che, uscita dopo uscita, la gente riconoscesse la mia musica”.

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