La seconda serata del Festival di Sanremo 2026 conferma il trend in calo della kermesse. Sono stati 9 milioni e 53mila i telespettatori, con il 59,5% di share in total audience. Un dato in crescita rispetto al debutto, che si era fermato al 58%, ma più bassi rispetto allo scorso anno.

Nel dettaglio, la prima parte della serata, dalle 21.46 alle 23.34, ha raccolto 11 milioni e 531mila spettatori con il 58,2% di share. La seconda parte, dalle 23.39 all’1.10, ha segnato 5 milioni e 947mila spettatori con il 62,7%. Si tratta del quarto miglior share per una seconda serata dal 1995, superato solo dalle ultime tre edizioni.

Il confronto con il 2025 resta impegnativo: lo scorso anno la seconda serata aveva ottenuto 11 milioni e 800mila spettatori e il 64,6% di share. La flessione è del 5,1%, ma il risultato si mantiene su livelli molto alti. Il picco di ascolto è arrivato alle 21.57 con 13 milioni e 706mila spettatori, all’ingresso di Pilar Fogliati. Il picco di share, 66,1%, è scattato alle 00.48 durante lo show di Lillo.

La classifica provvisoria: in testa Paradiso e Meta

Al centro della serata le esibizioni di quindici dei trenta Big in gara. Al termine, Carlo Conti e Laura Pausini, affiancati da Achille Lauro, Pilar Fogliati e Lillo, hanno letto la classifica provvisoria stilata dalla giuria delle radio e dal televoto, svelando solo le prime cinque posizioni.

In testa figurano Tommaso Paradiso, Lda e Aka 7even, Nayt, il duo Fedez e Masini ed Ermal Meta. Una top five eterogenea che fotografa gusti trasversali e un equilibrio tra pop, cantautorato e nuove contaminazioni.

Le Nuove Proposte e la commozione di Gazzoli

La serata si è aperta con Gianluca Gazzoli e le Nuove Proposte: Angelica Bove, Mazzariello, Nicolò Filippucci e il trio Blind, El Ma e Soniko. “Chiudete gli occhi e date il massimo”, ha detto Laura Pausini ai giovani artisti, ricordando il suo debutto da Sanremo Giovani.

Gazzoli, dopo aver annunciato la finale, si è lasciato andare a un momento personale: “Pochi mesi fa è mancata la mia mamma, tu sai cosa vuol dire non riuscire a far vedere per pochissimo qualcosa di bello a una persona cara. E quest’anno mi ritrovo a coronare il sogno della mia vita, cioè stare su questo palco, il 25 febbraio che è il giorno del compleanno di mia mamma. Spesso la vita ci lancia dei segnali e noi dobbiamo fermarci ogni tanto per coglierli, ogni tanto i sogni si avverano”.

Parole che hanno commosso anche Carlo Conti e l’Ariston.

Achille Lauro, co-conduttore della seconda serata

Elegante e scenografico, con un look total white impreziosito da una collana di rubini e diamanti, Achille Lauro ha segnato fin dal primo ingresso il tono della serata. Nel ruolo di co-conduttore ha alternato presenza scenica e misura, muovendosi con naturalezza accanto a Carlo Conti e Laura Pausini.

Con Pausini ha regalato uno dei momenti musicali più raffinati della serata, duettando sulle note di “16 marzo”, brano inserito in “Io canto 2”, progetto dedicato ai grandi cantautori italiani. Conti ha scelto di assistere all’esibizione dalla galleria, lasciando il palco a Lillo e Pilar Fogliati per introdurre il Big successivo.

Il passaggio più intenso è arrivato con l’omaggio alle vittime della tragedia di Crans-Montana. Lauro ha interpretato “Perdutamente” insieme alla soprano Valentina Gargano e a un coro di venti elementi, in un’atmosfera raccolta e solenne. Il brano era stato cantato ai funerali di Achille Barosi, una delle giovani vittime dell’incendio di Capodanno. Al termine dell’esibizione, visibilmente commosso, ha dichiarato: “Se questo può aver confortato anche solo una persona e aver fatto del bene è stato utile”. Un momento che ha unito palco e platea in un silenzio carico di rispetto.

Il coro Anffas e l’Ariston in piedi

Tra i momenti più emozionanti anche l’esibizione del Coro Anffas, che ha interpretato “Si può dare di più”. Laura Pausini si è unita ai ragazzi dell’Associazione Nazionale di Famiglie e Persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo. Il teatro si è alzato in piedi.

Uno dei coristi ha ringraziato l’orchestra con un ironico “Come siete umani”, citando Paolo Villaggio.

Ironia e leggerezza con Lillo e Fogliati

Accanto ai momenti solenni, la serata ha offerto leggerezza. Pilar Fogliati, in abito viola monospalla, ha portato sul palco Uvetta Budini di Raso, personaggio del film “Romantiche”. Poi ha vestito i panni di Michela, giocando sui dialetti con Pausini. “Quanto mi ha chiamato Conti ero al telefono con un’amica, pensavo fosse una televendita, sono abbastanza svenuta”.

Lillo ha fatto il suo ingresso sulle note di “Happy” e ha conquistato il pubblico. Ha ironizzato su monologhi interminabili, inventato passi di danza e imitato Achille Lauro su “Rolls Royce”.

Conti ha scherzato rievocando la celebre gaffe: “Ma dove si deve esibire un cantante a Sanremo? Al Teatro Olimpico?”.

Orgoglio olimpico e messaggi sociali

Sul palco dell’Ariston sono salite le campionesse olimpiche Lisa Vittozzi e Francesca Lollobrigida, accolte da un lungo applauso. Doveva esserci anche Arianna Fontana, costretta a rinunciare per influenza. Un filmato ha ripercorso le loro imprese ai Giochi di Milano-Cortina, immagini che hanno riportato in sala l’emozione delle medaglie e il senso di appartenenza nazionale.

Il passaggio di testimone è poi andato agli atleti paralimpici Giacomo Bertagnolli, con la guida Andrea Ravelli, e Giuliana Turra per il curling in carrozzina. Bertagnolli ha rivolto un appello diretto al pubblico: “La cosa che mi piacerebbe di più è avere il sostegno di tutta l’Italia, di tutto il pubblico, è una cosa che ci manca, sarebbe quel pizzico in più che ci dà la forza di continuare”. Parole semplici, che hanno richiamato il valore dello sport come comunità e condivisione.

La serata ha toccato anche temi internazionali con Ermal Meta, che ha scelto un gesto silenzioso ma potente: sul polsino della camicia ha fatto ricamare il nome di Aysha, una bambina di 27 giorni morta di freddo a Khan Younis, a Gaza. “I bambini dovrebbero fare rumore, non silenzio”. Un messaggio netto, che ha attraversato il palco e acceso una riflessione che va oltre la musica.

Premi e tributi

Standing ovation per Fausto Leali, premiato alla carriera. A quasi 82 anni ha incantato l’Ariston e annunciato una tournée negli Stati Uniti.

Sanremo ha poi reso omaggio a Ornella Vanoni, scomparsa il 21 novembre 2025. La nipote Camilla Ardenzi ha cantato “Eternità”. Sul finale, le immagini in bianco e nero della cantante hanno accompagnato un duetto virtuale. “Cosa ti ha insegnato”, ha chiesto Pausini. “ a non pensarci troppo”, ha risposto Ardenzi.

Anche nella seconda serata Max Pezzali si è esibito in collegamento dall’altro palcoscenico del Festival, allestito sulla nave Costa Toscana. Dalla piscina trasformata in arena, l’artista ha proposto un medley travolgente di “Nord sud ovest est” e “Tieni il tempo”. Un tuffo negli anni Novanta che ha fatto cantare e ballare il pubblico a bordo, creando un’atmosfera festosa in parallelo con l’Ariston.

Tra gli altri momenti, l’esibizione di Bresh dal Suzuki Stage in Piazza Colombo e le polemiche leggere delle Bambole di Pezza: “Noi non vogliamo comandare a casa, vogliamo potere ovunque”.

Dalle Nuove Proposte al tributo ai grandi della musica italiana, la seconda serata di Sanremo 2026 ha alternato spettacolo e riflessione. Un equilibrio che resta la cifra del Festival. I numeri parlano chiaro. Il pubblico continua a scegliere l’Ariston come luogo simbolico della musica e del racconto collettivo del Paese.