Si sono sposati con l’acqua che arrivava ai fianchi, dentro una chiesa allagata da quasi un mese. La parrocchia aveva consigliato di rinviare. Loro hanno detto no.
È successo martedì primo settembre a Hagonoy, nella provincia di Bulacan, a nord di Manila, nelle Filippine. Gli sposi sono Gilbert Chico e Leian Lieza Galang, entrambi trentenni.
Il risciò con il telaio rialzato
Per arrivare all’altare intatti hanno dovuto organizzarsi.
I due sono giunti insieme alla chiesa di San Giovanni Battista a bordo di un risciò con il telaio rialzato, che ha tenuto i vestiti asciutti fino al cortile.
Da lì in poi, però, non c’era alternativa. La sposa è scesa e ha attraversato l’acqua marrone in abito bianco con le spalle scoperte, il bouquet di fiori bianchi in mano.
Lo strascico accorciato
C’è un dettaglio pratico che racconta quanto la cosa fosse stata pensata.
Per potersi muovere in sicurezza dentro l’acqua, la sposa aveva fatto modificare l’abito prima della cerimonia, accorciandone lo strascico.
Le fotografie della giornata mostrano anche un bambino che percorre la navata portando le fedi, con l’acqua che gli arriva alla vita.
Meno di quindici invitati
La cerimonia si è svolta in tarda mattinata ed è stata celebrata dal parroco.
Gli invitati erano meno di quindici. Un video diffuso sulla pagina Facebook della parrocchia mostra la sposa abbracciata dai genitori davanti ai banchi vuoti, decorati con mazzi di fiori di plastica.
Perché non hanno rinviato
La ragione della fretta non ha nulla di romantico.
Il matrimonio era stato programmato per dicembre. Chico lavora come rigger in Medio Oriente, e un infortunio alla caviglia rimediato durante una partita di basket fra amici lo ha costretto a rientrare in anticipo rispetto ai piani.
Ha deciso di sfruttare quel periodo forzato a casa per sposarsi prima di tornare al lavoro. Nel frattempo l’acqua era salita, ma la data era quella.
La parrocchia aveva consigliato di aspettare
Il consiglio di rinviare era arrivato, e in modo esplicito.
A raccontarlo è Mikko Rey Alfonso, il fotografo che ha documentato la giornata.
La parrocchia aveva consigliato di rimandare per via delle acque in aumento provenienti da monte, ha spiegato. La decisione di procedere è stata degli sposi.
Una volta presa quella decisione, però, la comunità si è schierata: “Dato che volevano portare la cosa fino in fondo, noi, servitori della parrocchia, abbiamo fatto del nostro meglio per rendere questa giornata speciale per loro”.
E ancora: “Si amano. Nulla potrebbe impedire la loro unione.”.
Cosa hanno detto gli sposi
La coppia ha commentato la giornata con una frase che dice tutto sull’aspettativa disattesa e su come l’hanno presa.
“Aspettavamo questo giorno da così tanto tempo e non volevamo che la pioggia e gli allagamenti ci impedissero di sposarci. Forse non è stato il matrimonio che avevamo immaginato, ma è sicuramente un giorno che non dimenticheremo mai”.
La cornice che non si vede nelle foto
C’è un ultimo elemento, e serve a collocare la vicenda.
Le fotografie fanno il giro del mondo perché sono belle. Il motivo per cui esistono, però, è molto meno lieto.
Ad agosto piogge monsoniche superiori alla media hanno colpito il terzo settentrionale dell’arcipelago. Frane e alluvioni lampo hanno provocato trentaquattro morti, secondo il bilancio ufficiale più recente.
La chiesa di Hagonoy era parzialmente sommersa da quasi un mese quando i due si sono presentati all’altare.






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