Quanti minorenni si trovavano davvero all’interno del locale la notte della strage di Capodanno a Crans-Montana? È una delle domande che emergono con forza nelle ore successive al tragico incendio che ha colpito il locale Le Constellation, provocando decine di morti e feriti.

Alle indagini ufficiali si affiancano ora le testimonianze dirette di ragazzi e familiari, che raccontano una realtà fatta di controlli poco rigorosi all’ingresso e di una presenza significativa di giovanissimi all’interno del locale.

L’ingresso consentito ai sedicenni e la presenza di ragazzi più giovani

Secondo quanto emerso, Le Constellation permetteva ufficialmente l’ingresso ai ragazzi a partire dai 16 anni. Una scelta che lo rendeva un’eccezione nel panorama delle discoteche della zona.

A raccontare cosa accadeva realmente all’interno del locale è un tredicenne che ha parlato all’emittente francese Bfm Tv, spiegando di essere un cliente abituale del bar.

“La gran parte delle discoteche accetta solo maggiorenni e Le Constellation era l’unico locale in cui si poteva andare a 16 anni, anche se in realtà di solito non c’erano solo sedicenni ma anche ragazzini più giovani che dicevano ‘tanto non controllano’. Per questo la mia paura è che nel bilancio finale delle vittime ci saranno molti minorenni”.

Il timore per un bilancio che potrebbe includere molti minorenni

La testimonianza del tredicenne mette in evidenza una preoccupazione condivisa da molte famiglie: la possibilità che tra le vittime e i feriti ci siano numerosi minorenni.

Secondo quanto riferito, la presenza di ragazzi più piccoli sarebbe stata tollerata o comunque non adeguatamente verificata. Una circostanza che, se confermata, potrebbe avere un peso rilevante anche sul piano delle responsabilità.

Il racconto del giovane sottolinea come Le Constellation fosse percepito come un luogo accessibile anche a chi non aveva ancora raggiunto l’età consentita, proprio perché i controlli sarebbero stati blandi o assenti.

Il padre di uno dei sedicenni feriti: “È vivo e questa è la cosa più importante”

Tra i feriti ci sono anche due sedicenni ricoverati all’ospedale Niguarda di Milano. Uno di loro è Manfredi, figlio di Umberto Marcucci, che ha parlato con la stampa all’esterno del reparto dove il ragazzo è ricoverato.

“Mio figlio sta male, però sta bene perché è vivo e questa è la cosa più importante per noi”.

Il padre ha poi fornito dettagli sulle condizioni del giovane: “Ha ustioni sul 30, 40% del corpo. Ringraziando il cielo ha ustioni sulle braccia e sulla schiena e sui capelli. È stato colpito dalle fiamme mentre scappava dal locale. Ci ho parlato mentre lo soccorrevo insieme ad altre due persone che ho portato giù in ospedale”.

Il padre presente a Crans-Montana la notte dell’incendio

Umberto Marcucci si trovava anche lui a Crans-Montana la notte della tragedia. Dopo lo scoppio dell’incendio si è precipitato a cercare il figlio, riuscendo a portarlo all’ospedale di Sion prima del trasferimento in Italia.

“Mi ha detto che a un certo punto qualcuno ha urlato fuoco nella zona del bar, come avete visto in tutti quanti i video. Da lì il fuoco si è diramato in una maniera impressionante e velocissima”.

L’account Instagram per cercare i dispersi

Nel frattempo, per aiutare le famiglie alla ricerca di persone scomparse, è stato creato un account Instagram dedicato.

“L’unico scopo di questo account è raccogliere segnalazioni di persone scomparse di cui non si hanno più notizie dopo il tragico Capodanno a Crans-Montana”.

L’account, @cransmontana.avisderecherche, ha già pubblicato più di quaranta fotografie di persone scomparse, in gran parte adolescenti e giovani adulti.

Nella descrizione viene specificato che l’account “verrà chiuso non appena tutti saranno stati ritrovati”.

Un elenco di volti e nomi che racconta la tragedia

Le immagini pubblicate sui social mostrano volti giovani, sorridenti, famiglie in attesa di risposte. Un mosaico doloroso che testimonia l’impatto umano della strage.

L’iniziativa nasce per facilitare la circolazione delle informazioni e aiutare le autorità nelle ricerche, in una fase in cui l’identificazione di tutte le persone coinvolte richiede tempo.

FAQ

Il locale permetteva l’ingresso ai minorenni?
Sì, Le Constellation consentiva ufficialmente l’ingresso ai sedicenni.

C’erano anche ragazzi più piccoli?
Secondo alcune testimonianze, sì. I controlli all’ingresso sarebbero stati scarsi.

Quanti minorenni sono rimasti feriti?
Almeno due sedicenni risultano ricoverati in ospedali italiani.

Esiste un elenco dei dispersi?
È stato creato un account Instagram per raccogliere segnalazioni e foto delle persone scomparse.

Le indagini sono ancora in corso?
Sì, le autorità stanno lavorando per chiarire tutti gli aspetti della tragedia.