Una donna colombiana si è presentata al Laboratorio di Genetica e Identificazione delle Popolazioni dell’Università Nazionale della Colombia per un motivo apparentemente ordinario: verificare la paternità dei suoi due figli gemelli, nati due anni prima. Quello che i ricercatori hanno trovato era tutt’altro che ordinario.
Il test del DNA è stato eseguito una volta. Poi ripetuto. I numeri continuavano a dire la stessa cosa: i due bambini avevano la stessa madre, ma padri biologici diversi. In tutto il mondo, un caso del genere era stato documentato solo una ventina di volte.
Come è possibile che due gemelli abbiano padri diversi
Per capire come funziona questo fenomeno bisogna partire da un fatto che molti non sanno: durante un ciclo mestruale, il corpo femminile può rilasciare più di un ovulo. Di solito uno solo viene fecondato. Ma in alcuni casi molto rari, due ovuli distinti vengono rilasciati quasi contemporaneamente e ciascuno può essere fecondato da uno spermatozoo diverso, se la donna ha avuto rapporti sessuali con due uomini in un arco di tempo molto ravvicinato.
Il risultato è quello che la medicina chiama superfetazione eteropaternale: una gravidanza gemellare in cui i due bambini condividono la madre ma non il padre. Biologicamente, si tratta di due concepimenti separati avvenuti a pochissima distanza, durante lo stesso ciclo ovulatorio.
I gemelli nati da questo processo non sono identici nel senso genetico del termine. Condividono il DNA materno, ma il contributo paterno è completamente diverso. Sono fratelli, nel senso più pieno della parola, ma con patrimoni genetici che li rendono unici l’uno rispetto all’altro proprio sul lato paterno.
Come lo hanno scoperto: la tecnologia dei microsatelliti
Il test di paternità che ha rivelato tutto si basa su una tecnica chiamata analisi dei marcatori microsatellitari. È lo stesso principio su cui si fondano molti esami del DNA usati in medicina legale e in genetica forense.
I ricercatori prelevano un campione di DNA dalla madre, dai bambini e dal presunto padre. Poi analizzano tra 15 e 22 punti specifici del genoma, chiamati microsatelliti: sono frammenti di DNA che variano in modo molto preciso da persona a persona e che permettono di stabilire con certezza se due individui sono biologicamente legati.
In questo caso, l’analisi di 17 microsatelliti ha rivelato qualcosa di inequivocabile: il DNA del presunto padre corrispondeva perfettamente a quello di uno dei due gemelli, ma non mostrava alcuna corrispondenza con l’altro. William Usaquén, professore e direttore del laboratorio da 26 anni, ha dichiarato che è il primo caso del genere che abbia mai incontrato nel corso della sua carriera.
Perché è così raro
La rarità del fenomeno non dipende da una sola causa, ma da una combinazione di fattori che si devono verificare tutti insieme nello stesso momento. Prima di tutto, la donna deve rilasciare due ovuli durante lo stesso ciclo, cosa che avviene ma non è la norma. In secondo luogo, entrambi gli ovuli devono essere fecondati, e da spermatozoi di uomini diversi, in un arco di tempo molto ristretto. Infine, entrambe le fecondazioni devono portare a una gravidanza che va a termine con successo.
A questo si aggiunge un fattore pratico: la maggior parte dei casi probabilmente non viene mai scoperta. Senza un test del DNA specifico, due gemelli che nascono nella stessa gravidanza vengono naturalmente attribuiti allo stesso padre. Il caso colombiano è emerso solo perché la madre ha deciso di richiedere la verifica di paternità. Quanti casi simili esistano senza che nessuno lo sappia è impossibile dirlo.






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