È stato intercettato un misterioso segnale cosmico proveniente da una distanza estrema: circa 13 miliardi di anni luce dalla Terra. Un record che lo colloca tra i fenomeni più lontani mai osservati.

Il segnale è stato captato da due satelliti terrestri e, secondo le analisi, risale a un’epoca in cui l’universo aveva appena 730 milioni di anni. In altre parole, stiamo osservando un evento avvenuto quando il cosmo era ancora giovanissimo, meno del 6% della sua età attuale, stimata in circa 14 miliardi di anni.

Gli scienziati ritengono che si tratti di un lampo di raggi gamma, tecnicamente chiamato GRB 250314A, probabilmente generato dall’esplosione di una supernova antichissima. Se confermato, sarebbe il più antico evento di questo tipo mai registrato.

Guardare lontano significa guardare indietro nel tempo

In astronomia, distanza e tempo sono legati in modo indissolubile. Più un oggetto è lontano, più la sua luce impiega tempo a raggiungerci. Quando osserviamo galassie remote o stelle che esplodono ai confini dell’universo, stiamo in realtà guardando il passato.

In questo caso, il segnale rilevato agisce come una vera macchina del tempo cosmica. Ci mostra cosa accadeva quando le prime stelle iniziavano a nascere e morire, poco dopo il Big Bang. È un’epoca ancora avvolta dal mistero, di cui sappiamo pochissimo.

Cosa sono i raggi gamma e perché sono così importanti?

I raggi gamma sono una forma di luce invisibile, ma estremamente energetica. Sono la radiazione più potente conosciuta nell’universo e vengono prodotti solo dagli eventi più violenti, come le esplosioni di stelle massicce o la fusione di oggetti compatti.

Quando un lampo di raggi gamma si verifica, per pochi secondi può emettere più energia di quella prodotta dal Sole in tutta la sua vita. Visti dalla Terra, questi eventi appaiono come brevi ma intensissimi flash, chiaramente distinguibili dal rumore di fondo dello spazio.

Nel caso di GRB 250314A, il segnale è durato circa 10 secondi. Un tempo brevissimo, ma sufficiente per attirare l’attenzione degli strumenti spaziali progettati proprio per intercettare questi fenomeni.

Nessun pericolo per la Terra

I raggi gamma, se prodotti vicino al nostro pianeta, potrebbero essere pericolosi. Sono in grado di attraversare il corpo umano e danneggiare cellule, tessuti e DNA. Ma la distanza gioca a nostro favore. Poiché questo lampo proviene da 13 miliardi di anni luce, l’energia che ha raggiunto la Terra era ormai debolissima. Nessun rischio per le persone o per l’ambiente. Solo un’enorme opportunità scientifica.

Il ruolo chiave del satellite SVOM

Il segnale è stato rilevato per la prima volta il 14 marzo 2025 dal satellite Space Variable Objects Monitor (SVOM). Si tratta di una missione congiunta tra Francia e Cina, progettata per individuare eventi transitori nello spazio, come i lampi di raggi gamma.

SVOM è in grado di distinguere questi fenomeni dal rumore cosmico grazie a schemi di emissione ben precisi. A differenza delle radiazioni costanti e deboli presenti nello spazio, i raggi gamma appaiono come fasci concentrati e luminosissimi, impossibili da ignorare.

La conferma del James Webb Space Telescope

Circa tre mesi e mezzo dopo la scoperta iniziale, nell’estate del 2025, è arrivata una conferma fondamentale. Il James Webb Space Telescope, il telescopio spaziale più potente mai costruito, ha osservato il bagliore residuo dell’esplosione.

Grazie alle sue capacità infrarosse, Webb è riuscito a “vedere” ciò che altri strumenti non possono. Le immagini e le misurazioni raccolte hanno mostrato chiaramente che la luce proveniva da una supernova. “Solo Webb poteva dimostrare direttamente che questa luce proveniva da una supernova, cioè dal collasso di una stella massiccia”, ha dichiarato Andrew Levan in una nota diffusa dalla NASA.

Perché questa supernova sorprende gli scienziati?

Ed è qui che nasce il vero enigma. Secondo le teorie attuali, le prime stelle dell’universo dovevano essere più grandi, più calde e più instabili di quelle moderne. Ci si aspettava esplosioni molto diverse da quelle osservate oggi. E invece no.

Le analisi mostrano che questa antichissima supernova appare quasi identica a quelle che vediamo nel nostro universo “maturo”. Stessa luminosità, stessa firma di radiazione.

“Ci sono solo una manciata di lampi di raggi gamma, negli ultimi 50 anni, rilevati nel primo miliardo di anni dell’universo. Questo evento è molto raro ed estremamente entusiasmante”, ha spiegato Andrew Levan, autore principale dello studio e ricercatore presso la Radboud University.

Cosa sappiamo davvero del primo miliardo di anni dell’universo?

Poco, pochissimo. È uno dei periodi meno conosciuti della storia cosmica. Dopo il Big Bang, si pensava che le stelle primordiali avessero vite brevissime e fossero composte quasi esclusivamente da idrogeno ed elio, con pochissimi elementi più pesanti. Questa scoperta mette in discussione molte certezze. Se una supernova così antica si comporta come quelle moderne, forse l’evoluzione stellare è iniziata prima e in modo più rapido del previsto.

Gli studi pubblicati su Astronomy & Astrophysics

Nel dicembre 2025, due studi indipendenti pubblicati sulla rivista Astronomy & Astrophysics hanno analizzato in dettaglio i dati raccolti da Webb.
Le conclusioni sono sorprendenti: la supernova esplosa 730 milioni di anni dopo il Big Bang presenta la stessa firma energetica delle supernove osservate miliardi di anni più tardi. “Webb ha mostrato che questa supernova è identica a quelle moderne”, ha confermato Nial Tanvir, professore all’University of Leicester.

Cosa cambia ora per l’astronomia?

Questa scoperta apre una nuova finestra sul passato cosmico. Se le prime stelle erano più simili a quelle attuali di quanto pensassimo, molte teorie dovranno essere riviste. E Webb potrebbe individuare altri segnali ancora più antichi. Siamo solo all’inizio.

Illustrazione di un segnale luminoso proveniente da una supernova nell’universo primordiale, a miliardi di anni luce dalla Terra.

Lo sapevi che…?

  • I lampi di raggi gamma sono così luminosi che possono essere rilevati anche se avvengono dall’altra parte dell’universo.
  • Il James Webb può osservare eventi risalenti a quando l’universo aveva solo il 5% della sua età attuale.
  • Ogni supernova contribuisce alla creazione di elementi chimici fondamentali, come ferro e ossigeno, presenti anche nel nostro corpo.

FAQ – Domande frequenti

  • Cos’è un lampo di raggi gamma?
È un’esplosione di energia estremamente potente prodotta da eventi cosmici violenti, come la morte di una stella massiccia.
  • Perché questo segnale è speciale?
Perché proviene da un’epoca molto vicina alla nascita dell’universo ed è tra i più lontani mai osservati.
  • I raggi gamma sono pericolosi per la Terra?
Solo se prodotti molto vicino. In questo caso, la distanza li rende innocui.
  • Cosa ha scoperto il telescopio James Webb?
Ha confermato che il segnale proviene da una supernova e ne ha analizzato la luce residua.
  • Cambieranno le teorie sull’universo primordiale?
Probabilmente sì. Questa scoperta mette in discussione modelli consolidati.

Fonte: Daily Mail.