E se Donald Trump decidesse di attaccare l’Iran dopo la cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici di Milano-Cortina del 22 febbraio? Vladimir Putin, quattro anni fa, invase l’Ucraina subito dopo la fine delle Olimpiadi di Pechino. La coincidenza temporale pesa sul calendario geopolitico. L’esercito statunitense, infatti, è già pronto a colpire l’Iran nel fine settimana ma il presidente non ha ancora preso una decisione definitiva.
Il dossier è sul tavolo della Casa Bianca. Secondo fonti citate da CBS News e CNN, alti funzionari della sicurezza nazionale hanno informato Trump che le forze armate possono lanciare attacchi già sabato. La finestra operativa è aperta ma la tempistica potrebbe slittare oltre il weekend.
Il Pentagono si prepara: spostamenti e accumulo di forze
Nei prossimi tre giorni il Pentagono trasferirà temporaneamente parte del personale fuori dalla regione mediorientale, principalmente verso Europa o Stati Uniti. La misura mira a ridurre l’esposizione in caso di ritorsioni iraniane qualora Washington decidesse di procedere.
La Casa Bianca è stata informata che l’esercito potrebbe essere pronto entro il fine settimana, dopo un significativo accumulo di risorse aeree e navali in Medio Oriente negli ultimi giorni. L’infrastruttura militare è già in assetto operativo.
Trump ha discusso privatamente sia a favore sia contro un’azione militare. Ha interpellato consiglieri e alleati per valutare la linea d’azione. Una fonte ha dichiarato: “Sta pensando molto a questa cosa”.
Diplomazia o attacco: la linea della Casa Bianca
La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha dichiarato che l’Iran dovrebbe fornire maggiori dettagli sulla propria posizione negoziale “nelle prossime due settimane”. Non ha chiarito se Trump rinvierà l’azione militare in quel periodo. Ha aggiunto che, sebbene “la diplomazia sia sempre la sua prima opzione”, l’azione militare resta sul tavolo. Ha inoltre affermato che Trump si sta affidando “prima di tutto” al team per la sicurezza nazionale.
Le reazioni internazionali: Italia e Russia
Dal fronte europeo, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha dichiarato: “Siamo tutti preoccupati per ciò che succede e per ciò che può succedere in Iran. Mi auguro che si sia ancora nella fase della pressione affinché l’Iran faccia le scelte che tutto il mondo auspica”.
Mosca ha assunto una posizione prudente. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha affermato: “nell’attuale situazione di escalation in Medio Oriente, Mosca invita tutte le parti, compresa Teheran, a dar prova di moderazione e diplomazia”. E ancora: “La Russia continua a sviluppare le relazioni con l’Iran e, nel farlo, invitiamo i nostri amici iraniani e tutte le parti nella regione a dar prova di moderazione, cautela e ad adottare misure politiche e diplomatiche come priorità assoluta nella risoluzione delle varie questioni”.
FAQ
L’esercito USA è pronto ad attaccare?
Sì, secondo le fonti citate, potrebbe essere operativo già nel weekend.
Trump ha deciso?
No, non ha ancora preso una decisione definitiva.
Ci sarà un rinvio di due settimane?
La Casa Bianca ha parlato di una finestra diplomatica, ma non ha fissato scadenze.
Qual è la posizione della Russia?
Mosca invita alla moderazione e alla diplomazia.






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