Un evidente arrossamento sul lato destro del collo ha riportato al centro del dibattito pubblico la salute di Donald Trump. Il presidente degli Stati Uniti è apparso così ieri, lunedì 2 marzo, durante la Medal of Honor Ceremony alla Casa Bianca. Le immagini hanno rapidamente fatto il giro dei media e dei social, alimentando nuove speculazioni in un momento già segnato dalla tensione internazionale legata alla Guerra nel Golfo.

La nota del medico: “trattamento preventivo”

A intervenire è stato il medico personale del presidente, Sean Barbabella, che ha diffuso una dichiarazione ufficiale:

“Il presidente Trump sta usando una crema molto comune sul lato destro del collo, che è un trattamento preventivo per la pelle”.

“Il presidente userà il trattamento per una settimana e si prevede che l’arrossamento duri per alcune settimane”.

Secondo quanto riportato anche dall’AFP, la zona arrossata — visibile in una fotografia che mostra croste brunastre che sporgono dal colletto della camicia — sarebbe dunque il risultato di una terapia dermatologica prescritta dal medico della Casa Bianca.

La spiegazione però non entra nel merito di tre aspetti fondamentali:

  • non viene indicato il principio attivo della crema,
  • non viene specificata la ragione clinica della prevenzione,
  • non viene citata alcuna diagnosi.

La comunicazione ufficiale fornisce una cornice rassicurante ma non offre dettagli medici verificabili.

I precedenti che hanno riacceso l’attenzione

L’episodio non nasce nel vuoto. Negli ultimi mesi l’attenzione sulla salute di Trump è cresciuta per accumulo di immagini e dichiarazioni.

A febbraio 2025 il presidente era apparso con segni sulle mani, inizialmente interpretati come lividi. La Casa Bianca aveva fornito una spiegazione attraverso la portavoce Karoline Leavitt: “Il presidente Trump ha lividi sulla mano perché lavora costantemente e stringe mani tutto il giorno, ogni giorno”.

Successivamente, un’altra giustificazione aveva collegato i lividi all’assunzione di aspirina.

L’insufficienza venosa diagnosticata nel 2025

A luglio dello scorso anno, la Casa Bianca aveva comunicato una diagnosi più articolata: insufficienza venosa cronica.

Il promemoria ufficiale affermava:

“Il presidente si è sottoposto a un esame completo, compresi studi diagnostici vascolari. Sono state eseguite ecografie Doppler venose bilaterali degli arti inferiori che hanno rivelato un’insufficienza venosa cronica, una condizione benigna e comune, in particolare negli individui sopra i 70 anni”.

In quel caso la comunicazione era stata dettagliata, con test clinici esplicitamente citati. Il confronto con la nota sull’arrossamento al collo evidenzia una differenza sostanziale di livello informativo.

L’aspirina e l’intervista al Wall Street Journal

A gennaio, intervistato dal Wall Street Journal, Trump aveva dichiarato di assumere più aspirina del consigliato:

“Dicono che l’aspirina sia buona per fluidificare il sangue e io non voglio sangue denso che scorre nel mio cuore”.

Nella stessa intervista aveva espresso irritazione per l’attenzione mediatica sulla sua salute e aveva commentato un esame cardiovascolare effettuato in ottobre:

“Col senno di poi, è un peccato che l’abbia fatto, perché ha dato loro un po’ di munizioni”.

“Sarei stato molto meglio se non l’avessi fatto, perché il fatto che l’abbia fatto ha fatto pensare: ‘Oh cielo, c’è qualcosa che non va?’ Beh, non c’è niente che non va”.