Un uomo di 37 anni, cittadino moldavo domiciliato a Viareggio, è stato sottoposto a fermo per indiziato di delitto con le accuse di omicidio stradale e fuga. Secondo gli inquirenti era lui alla guida del furgone che nella notte tra giovedì 10 e venerdì 11 settembre ha travolto e ucciso Linda Martinucci, 46 anni, mentre rientrava a casa in bicicletta. Un connazionale di 33 anni, che si trovava sul mezzo, è stato denunciato a piede libero per omissione di soccorso.
L’incidente si è verificato nel giorno del compleanno della figlia della vittima.
La dinamica ricostruita dagli investigatori
Erano quasi le tre del mattino. La donna pedalava accanto al compagno lungo la discesa del cavalcavia Lombardi, nel tratto compreso tra la Torre Matilde e Largo Risorgimento, nei pressi di un distributore di benzina.
Alle loro spalle un furgone Opel ha superato un’automobile. Nella manovra di rientro in corsia il mezzo ha trovato la bicicletta nella stessa direzione di marcia e l’ha tamponata.
L’urto è stato violentissimo. Il corpo della donna è stato sbalzato a diversi metri di distanza. Il compagno, che le pedalava a fianco, è rimasto illeso.
Il furgone non si è fermato.
I soccorsi
La chiamata al 112 è partita alle 2.57. L’hanno effettuata il compagno della vittima insieme ad alcuni passanti.
L’automedica è arrivata alle 3.02, cinque minuti dopo la telefonata. È seguita l’ambulanza.
Le condizioni di Martinucci erano subito apparse gravissime. Il medico ha tentato ogni manovra possibile, ma le lesioni e le emorragie non hanno consentito di stabilizzarla. Durante il trasporto verso il pronto soccorso la donna è andata in arresto cardiaco. La rianimazione è proseguita a bordo dell’ambulanza. È morta prima dell’arrivo in ospedale.
La targa e il ritrovamento del mezzo
Nei secondi successivi all’impatto il compagno della vittima, l’automobilista appena superato e altri presenti sono riusciti a leggere e memorizzare la targa del furgone.
È stato l’elemento che ha indirizzato i carabinieri. Il mezzo è stato rintracciato in tempi rapidi e a poca distanza dal luogo dell’incidente.
Il veicolo risulta intestato a una persona estranea alla vicenda, che lo aveva concesso in uso a tre cittadini moldavi dimoranti a Viareggio. I tre sono stati accompagnati in caserma e ascoltati dagli investigatori.
Il furgone è stato posto sotto sequestro e ispezionato. Tutti e tre sono stati sottoposti ad accertamenti, compreso l’alcoltest.
Nessuno di loro, nelle prime ore, ha indicato chi fosse al volante.
Le telecamere e le testimonianze
Mentre gli interrogatori proseguivano, i militari hanno avviato l’acquisizione dei filmati disponibili.
Sono state prelevate le immagini delle telecamere esterne del distributore di carburante che si trova vicino al punto dell’impatto. Lo stesso è avvenuto per gli impianti pubblici collocati prima e dopo il luogo del sinistro.
Gli inquirenti non si sono limitati alla zona dell’investimento. Hanno ricostruito l’intero percorso seguito dal furgone, nelle fasi precedenti e in quelle successive all’incidente.
Le registrazioni, insieme alle dichiarazioni raccolte, avrebbero permesso di restringere il campo e di stabilire chi si trovasse a bordo al momento dell’impatto.
Il fermo disposto nella notte
La svolta è arrivata in tarda serata di venerdì 11 settembre, dopo una giornata di accertamenti e un lungo interrogatorio.
Il sostituto procuratore della Repubblica di Lucca Antonio Mariotti, titolare del fascicolo, ha disposto il fermo per indiziato di delitto nei confronti del 37enne. L’uomo è stato trasferito nel carcere di Pistoia.
Le ipotesi di reato contestate sono omicidio stradale e fuga.
Per il 33enne che si trovava con lui sul veicolo è scattata, invece, la denuncia a piede libero per omissione di soccorso.
Entrambi sono indagati e nei loro confronti vale la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.
La posizione del terzo uomo
Il terzo cittadino moldavo che aveva la disponibilità del furgone è rimasto in caserma per l’intera giornata di venerdì, a disposizione degli investigatori, ed è stato sottoposto a un lungo interrogatorio.
Allo stato non risultano ipotesi di reato a suo carico.






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