Sono arrivati davanti al comune, molti armati di cuscini, tutti desiderosi di dire la loro sulla incresciosa situazione che vive il centro storico di Palermo a causa di una movida sempre più selvaggia

“Nel centro storico dorme solo la legalità” è stato solo uno degli slogan che ha caratterizzato la protesta dei cittadini residente del centro storico di Palermo, giunti a piazza Pretoria armati di cuscini simbolicamente per poter dormire davanti al Comune.

“Sono tanti i punti che vanno discussi – afferma Claudia Perricone, portavoce del gruppo che su Facebook conta ormai 1600 aderenti – che non riguardano solamente noi che abitiamo il centro storico. Quando noi chiediamo regolamentazione della movida selvaggia, la chiediamo anche per chi vive il centro storico nei fine settimana. Non comprendiamo perché non controllare i locali con musica all’impazzata, moto e auto che rombano, schiamazzi e danneggiamento degli arredi urbani conseguenti all’uso e abuso di alcool, come anche il parcheggio selvaggio in aree e isole pedonali. Tutto questo genera continuo degrado, offendendo la nostra città. Il tutto con l’assoluta indifferenza e inerzia da parte della nostra amministrazione comunale”.

Così i residenti del centro storico si sono dati appuntamento a piazza Pretoria, non a caso davanti alla Fontana della Vergogna per gridare “noi non ce ne andiamo” e dire basta alle “vergognose condizioni in cui versano tante zone del nostro centro storico – Vucciria, piazza Sant’Onofrio, Candelai, Ballarò, piazza Sant’Anna, piazza Rivoluzione, ma solo per fare qualche esempio – e, senza se e senza ma, rivendicare il loro diritto ad aprire le finestre durante l’estate senza essere impossibilitati a parlare per la troppa confusione, a rientrare a casa certi di non essere aggrediti da chi ha abusato indiscriminatamente di alcool, a vedere rispettare le isole pedonali impedendo la transumanza della movida da un luogo all’altro. Rispetto delle regole e controllo, due concetti che sembrano sconosciuti anche alla nostra amministrazione comunale”.

Il punto su cui i “residenti del centro storico” tornano è di non essere contro la vitalità che viene dagli artisti che amano esibirsi in tutto il centro storico, ma lo sono contro l’amplificazione che disturba non solo il sonno ma anche le ore diurne degli abitanti, dal momento che le performance musicali ormai si tengono anche di giorno. Basta prendere come riferimento tante altre città d’Italia e dell’Europa in cui tutto questo si svolge in zone adibite a piccoli e grandi concerti, dove non ci sono palazzi attorno e nessuno subisce spiacevoli conseguenze.

“Rispetto al caos che si genera davanti ai locali – aggiunge la Perricone – perchè l’amministrazione comunale non ragiona su degli aiuti concreti da dare ai gestori che si impegnano realmente a controllare quanto accade davanti ai loro occhi? Incentivi, sgravi fiscali, che diano sollievo all’economia locale, creando ulteriori condizioni per rendere virtuosamente vivibile il centro storico. Mi piacerebbe, infatti, vivere in quell’isola felice di cui tanto parla il nostro sindaco, ma che ancora oggi è solo un’ipotesi progettuale sulla carta”.

Niente più proclami, dunque, da parte dell’amministrazione comunale, ma azioni concrete. E’ quello che chiedono i “residenti nel centro storico” del capoluogo siciliano che, anche in virtù di una Palermo che si appresta a dimostrare di essere Capitale Italiana della Cultura, deve capire e sviluppare il concetto di decoro. Urbano ma anche e soprattutto umano”.

Un centro storico ormai Far West, nel quale di notte accade veramente di tutto.

“Siamo allo sbando – aggiunge Tiziana di Pasquale, tra le anime e partecipi più accorate di questo gruppo – se non addirittura al delirio. Non si dorme più a nessuna ora della notte, ma non si riposa neanche di giorno perché chiunque può decidere di piazzarsi sotto le nostre case e suonare senza che nessuno lo controlli. Due notti fa in tutto il centro storico si è sentito un dj set che, nonostante le ripetute inevase chiamate a Polizia, Carabinieri e Vigili Urbani, ha proseguito sino alle prime luci dell’alba. Incomprensibile. Inaccettabile”.