Ha preso il via a Villa Niscemi la prima edizione di Italia Nomad Fest, il festival dedicato ai nomadi digitali e alle nuove comunità internazionali di professionisti che lavorano da remoto, promosso dal Comune di Palermo insieme a BeetCommunity e alla piattaforma Nomad Retreats. Per una settimana Palermo ospita professionisti del digitale, imprenditori, freelance e creativi provenienti da diversi Paesi, riuniti in città per confrontarsi su lavoro remoto, mobilità internazionale e nuove forme di vita urbana. Conferenze, workshop, incontri e attività diffuse in città accompagneranno il festival fino al 15 marzo, trasformando Palermo in un punto di incontro tra comunità locali e lavoratori arrivati da tutto il mondo.
Il festival nasce dalla sinergia tra Marco Traina, direttore di BeetCommunity, Federico Violante, cofondatore di Nomad Retreats, e Nicola Fabio Corsini, dirigente dell’ufficio Cerimoniale, Relazioni internazionali e Palermo Film Commission. Sono stati mesi di lavoro intenso di ideazione, programmazione e confronto che hanno coinvolto diverse realtà cittadine del mondo della cultura, dell’imprenditoria, dell’ambiente, dello sport e del sociale. L’obiettivo è costruire un’esperienza multidisciplinare e diffusa che non si limiti a una discussione sui temi del nomadismo digitale, ma che permetta ai partecipanti di vivere direttamente la città attraverso attività, incontri e iniziative organizzate sul territorio.
Ad aprire la giornata inaugurale sono stati gli interventi istituzionali, a partire da quello del sindaco Roberto Lagalla, che hanno sottolineato il ruolo crescente della città nel panorama internazionale del lavoro da remoto.
Lagalla, Palermo capitale nomadi digitali
«Il fatto che Palermo ospiti la prima edizione di Italia Nomad Fest – dice il sindaco Roberto Lagalla – rappresenta una conferma di un percorso che la città ha intrapreso con convinzione negli ultimi anni. Palermo è ormai riconosciuta come una delle capitali dei nomadi digitali e i dati lo dimostrano: siamo tra le prime destinazioni al mondo e la prima in Italia per chi sceglie di lavorare da remoto vivendo per periodi medio-lunghi in una città. Questo significa attrarre talenti, professionalità e nuove energie che contribuiscono alla vitalità economica, culturale e sociale del territorio».
«La presenza in città di centinaia di professionisti provenienti da diversi Paesi – prosegue il sindaco – conferma che Palermo possiede caratteristiche molto competitive: patrimonio culturale, clima, costo della vita sostenibile e una crescente infrastruttura digitale. Da tempo sosteniamo che i nomadi digitali non sono semplicemente turisti, ma veri e propri cittadini temporanei che vivono la città, frequentano i quartieri, utilizzano servizi e costruiscono relazioni. Per questo guardiamo a questo fenomeno come a una grande opportunità di sviluppo e di internazionalizzazione».
Carta, “sentiamo la responsabilità di accogliere nomadi digitali”
«La conclamata attrattività di Palermo per i nomadi digitali – osserva l’assessore alla Rigenerazione urbana Maurizio Carta – è un primato che genera diverse responsabilità che come amministrazione intendiamo affrontare con lungimiranza. Da un lato dotando la città di luoghi del lavoro adeguati, come sta avvenendo ai Cantieri culturali alla Zisa ex Officine Ducrot con l’innovation hub, dall’altro lato adeguando l’intero ecosistema urbano a questi nuovi abitanti temporanei e alle loro peculiari esigenze».
«Io, infatti – continua Carta – li chiamo abitanti modulari perché per le loro caratteristiche non chiedono l’organizzazione tradizionale dei servizi di mobilità, cultura, salute e socialità, e nemmeno il loro stile di abitare è convenzionale. Il loro nomadismo è anche interno alla città e compongono il loro vivere in maniera modulare a seconda delle esigenze. Per questo stiamo pensando a un’idea urbanistica della città come servizio dove ognuno possa comporre la risposta più adeguata alle proprie esigenze, sempre più spesso condividendo gli spazi. Anche sulle politiche della casa stiamo attivando progetti di cohousing che vanno in questa direzione».
Ferrandelli, “Palermo e le sue infrastrutture crescono”
«Italia Nomad Fest – dice l’assessore all’Innovazione Fabrizio Ferrandelli – è la dimostrazione concreta di come Palermo sia ormai stabilmente inserita nella mappa globale delle città attrattive per chi lavora online. I numeri parlano chiaro: siamo tra le prime destinazioni al mondo per i nomadi digitali e la provincia registra il più alto traffico medio di navigazione in Italia. Significa che la città sta evolvendo anche dal punto di vista delle infrastrutture e dei servizi digitali».
«Questo festival – conclude Ferrandelli – rappresenta un momento importante di confronto tra comunità locali, istituzioni e professionisti che arrivano da tutto il mondo. L’obiettivo è immaginare insieme la città del futuro, capace di accogliere nuove forme di lavoro, di mobilità e di comunità. Palermo vuole essere protagonista di questa trasformazione e iniziative come Italia Nomad Fest vanno esattamente in questa direzione».
Anello, “nomadi sono nuova modalità turismo per Palermo”
«Il nomadismo digitale favorisce un turismo sempre più variegato – racconta l’assessore al Turismo Alessandro Anello –Palermo è la città ideale per ripensare il valore del tempo dedicato al lavoro immergendosi nella cultura, nell’arte, nell’enogastronomia: elementi che devono spingere a migliorare i servizi dedicati ai nomadi digitali attraverso un’offerta in linea con i modelli di lavoro e di impresa orientati alla flessibilità, alla sostenibilità. Mettere a sistema tutto questo è un incentivo per un turismo di qualità che guarda alla diversificazione della stagionalità dei flussi».






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